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L’aereo per Venezia non parte rabbia e disagi per 80 passeggeri

ALGHERO. Il viaggio da Alghero a Venezia? Un’odissea di oltre ventiquattro ore. Parola dei passeggeri del volo che avantieri sarebbe dovuto partire dall’aeroporto internazionale “Riviera del corallo”...

ALGHERO. Il viaggio da Alghero a Venezia? Un’odissea di oltre ventiquattro ore. Parola dei passeggeri del volo che avantieri sarebbe dovuto partire dall’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” di Fertilia per atterrare al “Marco Polo” di Tessera, a una manciata di chilometri dal centro urbano di Venezia. In realtà l’aereo non è mai partito. Motivo: ignoto. Alternative: complicate e concretizzate solo in parte. Costo pro capite del disguido: dai 300 euro in su.

A raccontare questo viaggio che ha dell’incredibile è Genesio Pistidda, artista sassarese, ora residente per motivi di lavoro e di studio tra Padova e Venezia. In pratica, un habitué di quella tratta. Che non nasconde la stanchezza di un comune passeggero per i continui disguidi. Ma soprattutto non nasconde la sgradevole sensazione che «ci sia un disegno per non far lavorare l’aeroporto di Alghero – confessa – Olbia funziona, Elmas funziona, mentre a Fertilia questi problemi capitano spesso, e alla fine la gente si stanca».

I fatti, come da testimonianza diretta. «Sabato pomeriggio l’aereo sarebbe dovuto decollare alle 17.30 ma a ridosso della partenza ci è stato comunicato via sms che ci sarebbe stato un ritardo», racconta Pistidda. Primo slittamento fissato per le 19, ma poi la cosa si è ripetuta. «Alle 21, invece, un altro messaggio ci ha comunicato che il volo era stato annullato», racconta l’artista sassarese ancora molto seccato. «Nessuno ci ha dato una motivazione – aggiunge – ci hanno solo scritto che c’erano stati dei disguidi». Genesio Pistidda lamenta che a quel punto i passeggeri, un’ottantina, siano stati lasciati soli. «Soltanto il personale di Sogeaal si è attivato subito per trovare una soluzione e altri voli, ma non è stato possibile». Alla fine, dopo una trattativa conclusa a mezzanotte, la situazione si è risolta così: i viaggiatori lasciati a terra da Volotea sono stati divisi in due gruppi. Uno è stato trasferito per la notte a Sassari, all’hotel Leonardo Da Vinci, l’altro è stato smistato in tre alberghi di Alghero. «Dopo appena tre ore saremmo dovuti partire per Olbia con dei bus messi a disposizione dalla società, ma niente, alla fine non se
n’è fatto nulla», spiega ancora Pistidda. Per raggiungere i voli su cui erano stati riprotetti, da Olbia per Venezia e Bologna, i passeggeri hanno usato mezzi propri, arrivando a spendere anche 500 euro tra biglietto aereo e trasporti a terra per attraversare il Nord Sardegna.



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