Malattie infettive percorsi in carcere

Istituito tavolo interdisciplinare nel penitenziario di Bancali All’incontro Assl e Aou: più informazione e prevenzione

SASSARI. Le malattie infettive in carcere rappresentano la seconda emergenza più sentita, dopo quelle psichiatriche. Una indagine statistica realizzata nel 2015 nei 195 istituti penitenziari italiani aveva consentito di registrare il transito di quasi 100mila detenuti. E sulla base di diversi studi nazionali, è stato stimato che 5mila detenuti fossero positivi al virus Hiv, 6500 portatori attivi del virus dell’epatite B e 25mila coloro che erano già venuti a contatto con l’agente che provoca l’epatite C.

Anche in Sardegna e - in modo particolare a Sassari - ci si pone il problema della sanità penitenziaria, della prevenzione e di come affrontare le eventuali emergenze. La casa circondariale di Bancali ha ospitato il tavolo interdisciplinare istituito per prevenire e contrastare la diffusione delle malattie infettive. All’incontro hanno partecipato il direttore del carcere, il magistrato del Tribunale di Sorveglianza, il Garante dei detenuti, il direttore del distretto della Assl Sassari, il direttore del reparto di Malattie infettive dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari e il personale che quotidianamente è impegnato nell’assistenza. Durante la riunione sono state gettate le basi per la condivisione di due percorsi paralleli, uno informativo e formativo dedicato alla prevenzione delle malattie infettive che hanno maggiore diffusione nelle strutture penitenziarie e uno clinico basato, invece, sullo screening e sulla profilassi della malattia.

«L'assistenza sanitaria non deve essere intesa esclusivamente come momento di cura – ha sottolineato il direttore del Distretto dell’Assl Sassari, Nicolò Licheri – ma deve essere occasione di promozione della prevenzione, un fattore determinante per il benessere della popolazione carceraria. Il tavolo interdisciplinare nasce con l’obiettivo di coinvolgere in questo percorso tutti gli attori istituzionali che operano nella casa circondariale di Sassari».

Il primo incontro che è coinciso con l’istituzione del tavolo interdisciplinare si inserisce all’interno del percorso intrapreso in stretta collaborazione con la direzione del carcere di Bancali, per il potenziamento del servizio sanitario offerto all'interno
delle case circondariali di Sassari e Alghero.

L’impegno sarà quello di fare in modo che vengano seguiti i consigli degli infettivologi che - da anni - sostengono la necessità di imprimere una svolta decisiva nelle azioni per la tutela della salute nelle carceri. (g.b.)

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