Sigilli nel resort “309 Le Saline”

Contestato il rispetto della normativa regionale. Tra i proprietari il sindaco di Stintino Diana

STINTINO. Sigilli sul cancello di “309 Le Saline”, l’esclusivo resort agrituristico che quest’estate ha iniziato la sua attività a poche centinaia di metri (309 appunto) dalla meravigliosa spiaggia stintinese e di cui, insieme ad altri tre soci, è proprietario il sindaco di Stitino Antonio Diana. Nove stanze, piscina e 5000 metri quadri di giardino tirati su dalla Logos Srl che ora dovrà rispondere di fronte al giudice dell’accusa di reati ambientali. Indagato anche il progettista della struttura, l'ingegnere Antonio Fraghì. Il sequestro preventivo, disposto dal gip Michele Contini, in realtà è datato 9 luglio, ma alla Logos è stata data la possibilità di concludere la stagione, e solo l’altro ieri la sezione operativa navale della guardia di finanza di Alghero ha “sigillato” la struttura.

La contestazione mossa dal pm Mario Leo riguarda il rispetto delle direttive regionali in materia di zone agricole. Materia complessa e variata più volte nel corso degli anni. Il punto è la grandezza del terreno necessaria per l’edificazione della struttura, 3 ettari, che secondo la normativa del 1994 doveva essere in lotto unico, nel Dprg del 2012 permetteva anche la presenza di terreni contigui anche se separati, per poi tornare al lotto unico nel 2015. E proprio su queste variazioni si basa la difesa della Secur, assistita dall’avvocato Sebastiano Chironi. «Siamo fiduciosi che i chiarimenti che forniremo saranno sufficienti a dimostrare che quanto abbiamo realizzato sia stato fatto nel rispetto della legge, sottolinea Angelo Solinas, amministratore della Logos. «La nostra – continua – è una struttura agrituristica complementare a una attività agricola su più terreni. Il sequestro è arrivato in piena stagione e ci è stata data la possibilità di lavorare e dare, così, soddisfazione a tutte le prenotazioni che avevamo già raccolto. Adesso, a stagione conclusa, la guardia di finanza ha provveduto a chiudere l'iter iniziato a luglio». «Ci viene contestato – riprende Angelo Solinas – il fatto di non aver rispettato la direttiva regionale in materia di zone agricole, il Dpgr 228 del 1994. E cioè che la struttura sia realizzata su un'area non sufficientemente ampia, in quanto inferiore ai tre ettari». «La struttura – aggiunge – sorge in un’area situata ben oltre la fascia dei 300 metri dal mare e, poiché in area Sic stagno di Pilo e Casaraccio. è stata sottoposta a valutazione di incidenza ambientale, rilasciata dalla Regione con esito positivo. E l’intervento è stato formulato secondo le direttive agricole contenute nel Dpgr della Regione Sardegna 20/29 del 2012. Questo consente di costruire anche in terreni non contigui, facenti parte pur sempre di un'azienda agricola. Il progetto è stato approvato in conferenza di servizi, con i pareri favorevoli previsti dalla normativa e ad aprile 2017 è arrivato anche il nulla osta paesaggistico». «Abbiamo la coscienza a posto e siamo sicuri di poter chiarire quanto prima la nostra posizione davanti al pm - commenta il sindaco Diana -. Non solo siamo in regola con le norme urbanistiche regionali, ma
siamo in linea con il puc d di Stintino che ha disposizioni molto più rigide, visto che richiede una superficie di 30 ettari per gli agriturismo». Un vicenda legale complessa, con prevedibili ricadute squisitamente politiche, e l’opposizione in consiglio comunale che annuncia battaglia.

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