un mese di lavori 

Chiusa la discarica di Coldianu, dipendenti in ferie forzate

OZIERI. È stata chiusa da giovedì su ordine della Provincia la discarica dei rifiuti solidi urbani di Coldianu, che non potrà operare per almeno un mese - o per tutto il tempo necessario a portare a...

OZIERI. È stata chiusa da giovedì su ordine della Provincia la discarica dei rifiuti solidi urbani di Coldianu, che non potrà operare per almeno un mese - o per tutto il tempo necessario a portare a termine i lavori di ampliamento. Lavori che sono in ritardo, e che infatti già dallo scorso luglio avevano causato la riduzione del volume dei conferimenti.

«Il problema – dice Sebastiano Bussu, presidente della Chilivani Ambiente (che gestisce la discarica e ne detiene il 49 per cento, mentre il restante è in capo al consorzio Zir) – è stato amplificato dalle piogge straordinarie degli ultimi mesi, che non hanno consentito di portare a termine i lavori previsti dalle prescrizioni della Provincia. Adesso abbiamo un mese di tempo per poter adempiere, in collaborazione con i tecnici della Provincia – dice ancora il presidente – per avere nuovamente l’autorizzazione a continuare l’attività. Contiamo di riuscirci nei tempi previsti», conclude.

Nessuna sponda offre il presidente a chi parla di “conti in rosso” della società, Bussu parla unicamente di questioni di capienza dell’impianto. Resta comunque il dubbio che un solo mese non basti per portare a termine lavori che si prospettano molto più lunghi, e le rassicurazioni quindi non soddisfano del tutto i dipendenti, che temono un prolungamento ben oltre il mese di queste ferie forzate.

Nessun problema invece per i Comuni del Logudoro, che conferiscono anche il secco nell’impianto di compostaggio dove viene separato e portato in discarica: in questo periodo di chiusura sarà la società stessa a occuparsi di conferire in un altro impianto.

Lo spiega il sindaco di Ozieri, Marco Murgia, che annunciando per mercoledì la partecipazione a un
tavolo tecnico convocato dalla Provincia spiega quali sono al momento le preoccupazioni legate al mancato ampliamento: «per la sicurezza dei lavoratori, prima di tutto - dice Murgia -, poi ovviamente per l’ambiente e infine chiaramente anche per la continuità del servizio». (b.m.)

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