Droga e prostituzione, Sassari paga lo scotto degli scontri tra bande

Il ritorno prepotente dell’eroina nelle piazze e la gestione in mano ai nigeriani. Incroci tra gruppi locali e gli extracomunitari: conflitti ma anche complicità

SASSARI. Prima c’era maggiore attenzione. La parola d’ordine era non agitarsi troppo, non fare onda perché poi le mareggiate mettono in evidenza quello che tutti sanno ma non si deve vedere. Droga, prostituzione, piccoli traffici alimentati da presenze che solo in parte si conoscono e che confermano l’esistenza di una situazione che invita tutti a tenere alta la guardia. Poi, a forza di minimizzare e di sostenere che la situazione era grave ma non troppo, certe emergenze si sono rafforzate e sono sfuggite al controllo.

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Alcune zone del centro storico sassarese sono state declassate con una operazione che deve essere parsa quasi naturale se è vero che è scivolata magicamente fuori da censimenti e verifiche che, invece, sono obbligatorie per chi gestisce attività e camere in affitto in altre zone della città. Così, abitazioni degradate sono state sistemate alla bella meglio e messe sul mercato nero, magari da proprietari (di quel ceto medio sassarese) che poi da altre parti si ritrovano a lamentarsi per quello che sta accadendo oggi. Dentro quelle case intrise di storia e tradizioni familiari, sono entrati soprattutto stranieri. Parecchi quelli irregolari. Affitti alti, senza alcuna documentazione: colpi da 600 a 800 al mese. Ma non basta. Chi ha preso in affitto le case poi ha a sua volta attivato l’opzione del subaffitto (sempre in nero) inserendo in ambienti malsani altri extracomunitari (con il pagamento di canoni individuali: 400 o 500 euro a persona) e diventando a sua volta “sfruttatore” di disperazione. Insomma: lui paga 600 e incassa 2mila-2500 euro, dipende dal numero delle persone che è riuscito a collocare.

La convivenza è quasi sempre complicata, per non dire impossibile. E lo si scopre subito: liti, risse, prima tra di loro e poi coin i residenti. Il filo che lega le situazioni è quello della droga. Soprattutto il ritorno prepotente sulla piazza di Sassari dell’eroina. In alcune zone la gestiscono solo i nigeriani, gruppi organizzati che non hanno paura di niente, neppure delle forze dell’ordine. Lo confermano i numerosi arresti già effettuati e anche gli atteggiamenti spavaldi in occasione delle risse notturne. Eroina gestita con la tecnica di chi si vuole prendere un mercato che fino a qualche anno fa sembrava in declino. Poi la ripresa che ha spiegazioni diverse, ma soprattutto va inserita nel contesto della “droga dei poveri” e dei ragazzi. Giovanissimi, anche minori. Ai nigeriani si collega anche il giro della prostituzione (sia in vecchi tuguri del centro storico che in strada) e un giro di ricettazione che incrocia la delinquenza locale. Finora sono mancati i riscontri in flagranza, ma dalle attività investigative sarebbe emerso che una parte dei nigeriani agisce per conto proprio. In alcuni casi in concorrenza con spacciatori locali, in altre situazioni sotto forma di “integrazione” (nella forma dannosa del termine).

Gran parte degli scontri nascono per storie di droga non pagata, per “bruciature” nello spaccio. Ma anche per “invasioni di campo”, per operazioni che viaggiano in modo spericolato sui canali della illegalità. Per dispetti e ricatti, un sistema dal quale non si esce facilmente una volta che ci si trova con i piedi dentro.

Ecco, il centro storico oggi è in larga parte così. Bello e familiare in alcuni tratti, degradato e disperato, caotico e zuppo di illegalità in altri punti. Tanto da fare paura. Lo dice la gente, quella che ci vive e che fino a qualche anno fa ci stava benissimo e oggi vuole andare via.

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