Furto di identità, il giudice dispone nuove indagini

I dati di un imprenditore usati per aprire locali a Brescia, a lui solo le maxi bollette Il caso del 62enne vittima di un raggiro, no alla richiesta di archiviazione del pm

SASSARI. Quattro mesi di tempo per eseguire nuovi accertamenti finalizzati, tra le altre cose, a rintracciare la persona che all’epoca era stata incaricata della sottoscrizione dei contratti con Enel Energia.

Il giudice di Sassari Giancosimo Mura, accogliendo la richiesta dell’avvocato Sabina Useli che si era opposta all’archiviazione, riapre le indagini sul caso del furto di identità che aveva come vittima Ettore Foddis, un uomo di 62 anni di Santa Maria Coghinas che a febbraio di due anni fa aveva scoperto di essere titolare “a sua insaputa” di diverse attività commerciali a Brescia: una pizzeria, un ristorante, una kebaberia, un negozio di generi alimentari. Ma anche proprietario di magazzini e altri immobili – in tutto una ventina – con un contratto di locazione stipulato a suo nome. Si era accorto del raggiro quando gli era stata recapitata da parte del Comune di Brescia la prima bolletta della Tari da 11.430 euro. Aveva quindi mandato una mail al Comune lombardo e gli avevano risposto che tutto sarebbe stato risolto. Poi si era fatta viva Enel Energia: bollette da 4mila, 8mila, 2mila euro. Tutte intestate alla Mgb di Ettore Foddis, l’azienda di famiglia. A quel punto l’uomo aveva capito che era successo qualcosa di grave. Si era quindi rivolto all’avvocato Useli che aveva presentato subito una denuncia alla Procura di Sassari contro ignoti e contro il Comune di Brescia ritenuto responsabile, in concorso, di non aver effettuato i controlli di legge per esempio per quanto riguarda l’obbligo di verificare tutti i dati necessari prima di consentire l’apertura di un’attività commerciale.

Nel corso delle indagini l’imprenditore aveva scoperto che gli era stata rubata l’identità. Qualcuno era cioè entrato in possesso dei suoi dati (probabilmente quelli di iscrizione alla Camera di commercio) e li aveva usati per aprire attività e intestare immobili. Un meccanismo incredibile che con il tempo ha purtroppo costretto Foddis a chiudere la sua attività.

La Procura della Repubblica al termine delle indagini
preliminari aveva chiesto l’archiviazione ritenendo che fosse difficile stabilire la responsabilità penale di Enel Energia e del Comune di Brescia. Ma alcuni giorni fa il giudice Mura ha rimandato gli atti al pm perché disponga nuovi accertamenti .

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