Moby Dick star in prima serata Rai

Lunedì sera il programma “Presa Diretta” ha raccontato l’odissea del recupero durato 2 mesi

SORSO. Moby Dick ormai è andato già da un pezzo: spolpato, sminuzzato, vaporizzato, sgrassato, levigato e adagiato in qualche stanzone del dipartimento di Medicina veterinaria dell’università di Sassari. Le polemiche sul suo spiaggiamento sembrano invece ancora vive: è trascorso quasi un anno ma il destino della balenottera di Platamona continua a far discutere. E regala prospettive nuove di una storia intrisa di scarica barile tra enti (17), burocrazia soffocante e anche tante giravolte. Tutti dettagli passati al setaccio lunedì scorso in prima serata su Rai 3 nella trasmissione “PresaDiretta”, condotta da Riccardo Iacona. Il cetaceo spiaggiato nel novembre 2017 nel litorale di Sorso è diventato il simbolo di quella che gli esperti definiscono “burocrazia difensiva”, cioè le ingessature degli apparati amministrativi e della politica, che spesso si nascondono dietro la selva di leggi statali scegliendo di non decidere.

Nei mesi scorsi l’inviato Giuseppe Laganà ha trascorso alcuni giorni sul territorio a raccogliere voci, informazioni e documenti per fare luce su quello che è diventato un caso nazionale. Un ampio servizio per ricostruire i giorni frenetici raccontati dal giornalista Salvatore Santoni che dalla redazione della Nuova Sardegna ha ricostruito la vicenda dal giorno dello spiaggiamento alla miriade di documenti protocollati, i tanti sopralluoghi e le conferenze di servizio affollatissime (17 gli enti coinvolti). Tutto mentre giorno dopo giorno la balenottera si squagliava sulla battigia tra il quinto e il sesto pettine di Platamona. Fino al momento in cui il dipartimento di Medicina veterinaria dell’università di Sassari è intervenuto in soccorso del Comune risolvendo il problema in una giornata e mezzo di lavoro sull’arenile.

Il piatto forte del reportage arriva quando sullo schermo compare il sindaco Giuseppe Morghen, che esordisce spiegando come la Capitaneria di porto avrebbe sbagliato a coinvolgere il Comune nella vicenda. E aggiunge: «Non siamo intervenuti perché non avevano soldi, noi abbiamo attivato le procedure corrette». Una novità che smentisce la posizione della stessa amministrazione comunale che all’inizio di questa vicenda, per bocca del capogruppo e consigliere delegato all’Ambiente Agostino Delogu, aveva pubblicamente battuto cassa con la Regione per chiedere – e poi riuscire a ottenere, anche grazie alle pressioni dei consiglieri regionali Roberto Desini e Antonello Peru – il finanziamento per la rimozione del cetaceo. Morghen ha anche negato la competenza del Comune per la rimozione della carcassa del cetaceo. E poi, messo davanti al documento della Regione che invece indica proprio il Comune come compente, ha comunque continuato a sostenere la propria posizione. Tra le altre voci, PresaDiretta ha raccolto anche quella dell’Assl di Sassari,
del dipartimento di Veterinaria e del dirigente del secondo settore del Comune, Maurizio Loriga, che a proposito di burocrazia difensiva ha detto di pensarci dieci volte prima di firmare un atto spiegando che l’operato della pubblica amministrazione è soggetto a una serie di controlli.

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