Non circuirono un’anziana, due donne assolte

Le imputate, entrambe di Sennori, erano accusate anche di abbandono di incapace e truffa aggravata

SENNORI. Assolte perché il fatto non sussiste da un’accusa che hanno sempre respinto con forza sostenendo che loro quella anziana donna l’avessero sempre aiutata e sostenuta. È terminato ieri il processo a carico di Maria Demurtas (62 anni) e Maria Giovanna Scano (di 46) accusate di abbandono, circonvenzione di incapace e truffa aggravata.

La storia. I carabinieri nel 2015 avevano accompagnato in una casa di riposo una donna di 85 anni (poi deceduta a luglio del 2017) che, così ha sostenuto anche in aula l’accusa, avrebbe vissuto in una situazione di degrado e abbandono. Lei si era aggrappata all’unica persona che negli ultimi anni era stata il suo punto di riferimento e il suo collegamento con il mondo esterno. La stessa donna è finita a processo perché accusata di averla fatta vivere in condizioni di totale abbandono, ma anche di averla spogliata di tutti i suoi beni approfittando della sua fragilità e del progressivo disorientamento. Tutto con la complicità di una compaesana che avrebbe incassato i soldi stanziati dal Comune per assisterla.

Il processo. Le due imputate, entrambe sennoresi, all’epoca avevano anche ricevuto un provvedimento del giudice che ordinava a entrambe di stare lontane dall’anziana. La Demurtas e la Scano erano state iscritte nel registro degli indagati per i reati di abbandono di incapace e di truffa. Questo perché quando, dopo una serie di segnalazioni erano andati a visitare l’anziana, i carabinieri l’avrebbero trovata sola in una casa sporca, senza cibo, senza acqua calda, senza neppure la luce elettrica perché tutte le lampadine erano fulminate. Nel letto non c’erano lenzuola. Eppure, almeno ufficialmente, la donna aveva una badante pagata anche con fondi pubblici e con un contratto regolarmente firmato dalla beneficiaria dell’assistenza. Da qui l’accusa di truffa aggravata (a carico della Scano) per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Alla Demurtas, invece, era contestato anche il reato di circonvenzione di incapace. I parenti della ottantenne, che non vivono a Sennori, avevano da tempo perso i contatti con lei ed erano all’oscuro di tutto.

La difesa. Gli avvocati difensori Nicola Satta e Marco Costa durante il processo hanno chiamato a testimoniare in aula le imputate e diverse persone che hanno raccontato
come le due donne si prendessero cura dell’85enne, le portassero da mangiare e l’accudissero anche dal punto di vista sanitario. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due anni e due mesi ma il giudice Salvatore Marinaro, accogliendo la tesi difensiva, le ha assolte entrambe.

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