«Per rinascere ripartiamo dal centro»

Adesione unanime alla proposta di monsignor Saba: un patto delle forze politiche e sociali per affrontare il disagio

SASSARI. Il centro storico, doloroso simbolo di una città in caduta libera, può diventare il laboratorio della rinascita. Culturale, sociale, economica, solidale. E Sassari, unendo tutte le sue forze, può rialzarsi, e riprendere a camminare.

Rispondono tutti presente all’appello lanciato dall’arcivescovo Gian Franco Saba dalle pagine della Nuova Sardegna, che guarda in faccia il malessere che si respira nelle vie e nei volti del cuore un po’ malconcio di una città e di una comunità che deve ritrovare se stessa. Una comunità non particolarmente violenta, non preoccupantemente razzista, forse, ma sicuramente piegata da una crisi che ha spazzato via certezze e prospettive, decoro e speranza in un migliore futuro. Un futuro che si può costruire solo partendo da un patto, con e per la città.

«Serve una nuova sinergia con tutte le componenti sociali e non solo della città, l'Università, il Comune, la Chiesa e la stessa Regione – sottolinea il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau e il centro storico è il luogo in cui questa “alleanza” si può dispiegare». Le parole d’ordine sono: «Interventi culturali – continua Ganau – che devono rappresentare una costante nell’area del centro cittadino, sempre in sintonia con le attività produttive e commerciali. Ma anche la prosecuzione di un percorso già avviato per far ripopolare e rivivere questa parte della città. Penso agli incentivi per la ristrutturazione, alla contrattazione di mutui fortemente agevolati con le banche che noi avevamo portato avanti e che avevano prodotto dei risultati significativi. A favorire politiche di esenzione o forte riduzione della tassazione comunale. Ma anche interventi strutturali, fermi ormai da tempo, come quello relativo al centro intermodale utile alla riqualificazione della parte bassa del centro, o il completamento della metropolitana di superficie che - almeno per come l'avevamo immaginata - doveva rappresentare un raccordo tra il centro e le periferie. E ancora alla definizione dell'annosa questione dell'hotel Turritania che deve trovare finalmente una sua destinazione».

«La volontà di dialogo, di una comune lettura della realtà, è stata già palesata in diversi incontri che ho avuto con l'arcivescovo, non ultimo quello dello scorso maggio con l'intera giunta – sottolinea Nicola Sanna –. Sono più che convinto che le istituzioni debbano lavorare per un patto sociale, che nasce innanzitutto dal confronto, dalla condivisione e dalla collaborazione. Come sono altrettanto convinto della necessità del coinvolgimento attivo della cittadinanza, che deve lavorare con le istituzioni per far rivivere il centro della nostra città».

«La Camera di Commercio è in prima linea – spiega il presidente dell’ente camerale Gavino Sini nel dare supporto a qualsiasi iniziativa concreta. Che aiuti le imprese, i giovani, le famiglie, a fare dei percorsi di consapevolezza. Perché in questo mondo che cambia è necessario essere veloci, innovare di pari passo tecnologia e sociale, ma anche recuperare spazi di riflessione, mettere qualche pianerottolo nella scala dritta e ripida che tutti noi ci troviamo davanti. Le parole dell’arcivescovo sono autorevoli e piene di verità importanti. E noi siamo pronti a fare, insieme a lui e a tutti, la nostra parte».

«È bello quando la chiesa esce fuori dal tempio – sottolinea il segretario regionale della Cisl, il sassarese Gavino Carta –. Quando le istituzioni, e anche i sindacati, si ripensano, si aprono a una società nuova, con nuove battaglie da combattere. Un patto sociale, che mette al centro il lavoro, ha la nostra totale adesione. Un patto tramite cui fare, ma anche un grande patto di rivendicazione di un territorio che deve tornare centrale nello scegliere il suo futuro. E deve ricevere da Regione e Stato i mezzi giusto per portarlo avanti». «Serve uno scatto – sottolinea Andrea Piredda, presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili – un progetto comune. Dentro cui si superino blocchi, rallentamenti, diffidenze. E tutti remino dalla stessa parte.
Il rilancio del centro storico può essere la palestra in cui questo avviene, la missione comune da portare avanti con decisione. Una riqualificazione saggia, ma aperta al bello. Che dia una scossa alla città. E trasformi il suo tallone d’Achille nel suo biglietto da visita».



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