Il blitz nel nome della legalità

Forze di polizia, Ispettorato del lavoro e Dipartimenti Assl: arresti per droga, lavoro e affitti in nero

SASSARI. La parola d’ordine è legalità. Senza eccessi e con la consapevolezza che un continuo richiamo al rispetto delle regole e delle persone - tutte indistintamente - può portare al graduale miglioramento di una situazione che in alcune parti del centro storico era un po’ sfuggita di mano. Per abitudine e trascuratezza, per scarsa attenzione e perché spesso fare finta di non vedere alcune scene favorisce l’affermazione di fastidiosi “poteri di illegalità”. Da quando la Nuova Sardegna ha lanciato la campagna per la rinascita del centro storico, a protestare sono stati soprattutto tutti quelli che nei solchi dell’illegalità hanno costruito piccoli e grandi interessi: lavoro nero, affitti non registrati, spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione. Un calderone nel quale si ritrovano delinquenti nostrani ma anche gruppi di extracomunitari che hanno “riempito” gli spazi liberi: una presenza che ha raggiunto livelli tali che oggi si fa fatica anche a sapere chi c’è in certi edifici e anche in diverse attività commerciali.

Dalla campagna è nata una riflessione che ha aperto il dibattito a tutto campo e coinvolto tutti, dai rappresentanti istituzionali alla gente della strada. L’esigenza generale manifestata dalla stragrande maggioranza è stata quella di recuperare una situazione traballante, non raccontando le favole del Mulino bianco ma vivendo ogni giorno sul campo le situazioni e confrontandosi con la gente. Dopo l’intervista del prefetto di Sassari Giuseppe Marani, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha preso in esame la complessa situazione del centro storico ed è stata presa la decisione di intensificare i servizi di prevenzione. Una presenza capillare e costante degli equipaggi delle forze di polizia. L’altra sera, l’attività più importante - anche sotto il profilo degli agenti e dei mezzi impiegati, ma anche delle specialità coinvolte. Non sono polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani, ma anche l’Ispettorato del lavoro e dei Dipartimenti di prevenzione e tutela della salute dell’Assl di Sassari, e i vigili del fuoco.

Non solo, il contrasto determinato alle forme di illegalità più fastidiose (lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzione), ma anche controlli amministrativi, verifiche dei contratti e delle posizioni di regolarità (grazie anche alla presenza degli specialisti della Scientifica e dell’ufficio Immigrazione).

Nel corso di diverse ore di controlli, sono state identificate - soprattutto nella parte bassa del centro storico - più di 150 persone, numerose le verifiche in attività commerciali gestite sia da extracomunitari che da italiani. Gli accertamenti hanno riguardato la salubrità dei locali, l’igiene e la conservazione degli alimenti, la regolarità delle posizioni lavorative e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel corso del servizio, che è andato avanti fino a tarda notte, sono stati arrestati in flagranza due cittadini nigeriani per detenzione di droga, un sassarese invece è stato denunciato sempre per violazione della normativa in materia di stupefacenti.

L’Ispettorato del lavoro di Sassari, invece, ha effettuato controlli in quattro esercizi commerciali dove è stata rilevata la presenza di tre lavoratori irregolari di cui
uno totalmente in nero. Uno dei negozi è stato chiuso. Il piano elaborato in sede di Comitato per la sicurezza verrà riproposto con continuità con una strategia che ha l’obiettivo di restituire tranquillità a chi vive e lavora al centro storico.

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