«La politica sarda non è stata in grado di dare certezze»

Duro attacco della segretaria della Cgil Nurra al congresso Lavoro, diritti, sviluppo e sicurezza per aiutare il territorio

SASSARI. “Vivo, partecipo. Perciò odio chi non partecipa, odio gli indifferenti”: le parole di Antonio Gramsci sotto la scritta “Il lavoro è”, e a seguire tutte le declinazioni positive che ogni persona dovrebbe coltivare (diritti, progresso, salute, dignità...).

Ci sono questi elementi nella relazione della segretaria uscente Francesca Nurra che ieri sera - nella sala gremita dell’Hotel Carlo Felice di Sassari - ha aperto il 6° Congresso territoriale della Cgil di Sassari.

Sviluppo, lavoro, sicurezza, diritti e uguaglianza: ecco i temi ricorrenti emersi e sottolineati nell’intervento di Francesca Nurra. Una relazione che è partita dalla «gravità e profondità della crisi» della Sardegna e del territorio, dall’assenza di regole e di tutele che producono illegalità, annullano la sicurezza e fomentano la guerra tra poveri. E in mezzo ci sono i giovani: «La crisi per loro è stata peggio di una guerra. La disoccupazione di lunga durata è diventata una malattia talmente endemica che la ricerca del primo impiego riguarda ormai una moltitudine di trentenni». La disoccupazione giovanile è un segnale preoccupante di una società che sta invecchiando, che non è proiettata verso il futuro.

«L’impegno della Cgil a tutti i livelli – ha detto ancora Francesca Nurra – deve esserefinalizzato a recuperare futuro e progresso sociale. Le nostre energie devono essere dedicate ad affrontare la crisi economica». Il pensiero è andato poi agli incidenti mortali sul lavoro, che sono in crescita e sono l’indicatore di un calo di attenzione e di tutele, frutto di una precarietà che ormai appare inarrestabile.

«Non è più tollerabile per un paese civile che un lavoratore o una lavoratrice escano di casa al mattino per andare al lavoro e potrebbero non rientrare più. Le tragedie non devono più ripetersi: servono rispetto delle norme, controlli su appalti e subappalti e una lotta decisa al lavoro precario».

Poi la pagina dedicata al governo regionale. Francesca Nurra non ha fatto sconti alla giunta di Francesco Pigliaru e al sistema istituzionale nel suo complesso. «La politica sarda non è stata in grado di affrontare le emergenze e spesso non ha ritenuto di volersi confrontare con le parti sociali». Dal massimo esponente della Cgil del sassarese arriva un «giudizio pessimo sulle riforme portate avanti». A cominciare da quella del sistema sanitario regionale, poi il nuovo sistema di governance delle autonomie locali «che vede ancora le Province commissariate, svuotate in parte delle competenze, sottofinanziate, senza avere la possibilità di svolgere i compiti di tutela affidati dalla Costituzione». Così anche le poche cose fatte bene (Reis e Iscol@) sono passate in secondo piano. Nella parte centrale della relazione di Francesca Nurra, il quadro del nord Sardegna che ha grandi potenzialità, con una straordinaria ricchezza di beni ambientali e parchi naturali, un patrimonio importante sotto il profilo archeologico, culturale e storico-paesaggistico. «Tutte risorse valorizzare in modo insufficiente e per ora non contemplate seriamente in un nuovo modello di sviluppo». Agricoltura e pesca, settori dove resistono eccellenze storiche e dove serve legare l’innovazione allo sviluppo locale. Infine i trasporti, la necessità di rafforzare l’aeroporto di Alghero e il porto di Porto Torres, il sapere e la formazione «con il pieno sostegno alla nostra Università». Ma anche il dramma della
lunga attesa per il Protocollo della chimica verde «da sette anni in larga parte disatteso, l’ennesino grande inganno di Eni ai danni dei lavoratori. E le risposte che non arrivano sulla miniera di Olmedo».

“ É il lavoro”, il motore per il rilancio vero dell’economia.



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