Gli artieri senza contratto minacciano azioni legali

Ozieri, sono nove le figure professionali che da anni attendono la stabilizzazione Chiedono l’intervento del presidente della Regione: «Stanchi delle proroghe»

OZIERI. «Stanchi delle proroghe, trasformeremo la diffida in denuncia». A dirlo sono gli artieri Agris ai quali era stata assicurata nel 2015 la stabilizzazione e che invece da tre anni continuano a lavorare con contratti prorogati anche di mese in mese. E’ quello che è successo nelle scorse settimane dopo che, con l’ennesimo contratto in scadenza il 30 settembre, i lavoratori precari del settore ippico avevano inviato una diffida all’ente facendo valere le precise indicazioni di legge che prevede nello specifico la loro stabilizzazione. Sembrava la soluzione definitiva, invece la risposta è stata una ulteriore proroga del contratto, dal 30 settembre al 31 ottobre, e un’altra se ne attende da novembre in poi.

«Ci sentiamo presi in giro – dicono gli artieri, che da tredici che in passato protestavano si sono ridotti a nove, perché gli altri hanno ormai perso le speranze – e siamo pronti ad incaricare il nostro legale di avviare la denuncia». Qualche anno fa fu scelta la stessa strada, ma le cose andarono male perché non esistevano i presupposti di legge per la stabilizzazione: ora però questi presupposti ci sono tutti (e sono contenuti nell’articolo 3 della legge regionale 37 del 23 dicembre 2016) alla quale gli artieri precari fanno riferimento. Ma c’è “qualcosa” che non quadra, perché a quanto pare manca una precisa volontà politica.

«Ci appelliamo al presidente della Regione Francesco Pigliaru affinché intervenga direttamente nella questione. Da più parti infatti ci giungono “voci” che ci riferiscono che da parte di Agris e dell’assessorato competente non ci sia alcuna intenzione di procedere alle stabilizzazione ma anche si voglia girare il problema all’amministrazione regionale che seguirà alle prossime elezioni. Di che cosa si ha paura? Forse dei ricorsi che potrebbero essere presentati da altre figure che da anni chiedono la stabilizzazione ma che, contrariamente a noi, non ne possiedono i requisiti?». Un dubbio grave, ma che gli artieri si pongono soprattutto perché si rendono conto «di non avere il potere contrattuale, politico, per ottenere qualcosa che pure ci spetta, forse anche perché siamo troppo pochi». La decisione di ricorrere alle vie legali con una denuncia, e non solo con una diffida come fatto un mese fa, viene dunque spontanea: «solo la decisione di un magistrato, inoppugnabile, può portare gli enti competenti ad applicare veramente la legge».

Parole dure, ma anche sconforto, tra gli artieri: «Non è certo edificante recarsi ogni giorno al lavoro con il pensiero che il nostro contratto potrebbe non essere più rinnovato, eppure in questi
anni abbiamo continuato a farlo anche perché è il lavoro che abbiamo sempre fatto e perché siamo perfettamente consapevoli che le sedi Agris dove operiamo (ex Istituto Incremento Ippico di Ozieri, Foresta Burgos e Tanca Regia, ndr) hanno bisogno di personale stabile in più».

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