Pattada, il campanile torna al suo antico splendore

La Regione ha finanziato i lavori nella chiesa di Santa Sabina con 120mila euro Don Pala: l’intervento verrà ultimato entro metà novembre, poi la benedizione

PATTADA. Nella chiesa parrocchiale di Santa Sabina tornerà agli antichi splendori lo storico campanile cilindrico. I lavori sono iniziati a settembre ed è stato possibile realizzarli grazie al finanziamento regionale di 120mila euro.

La chiesa, di origine gotico catalana, ebbe per diversi anni due campanili, uno posteriore, di forma cilindrica non comune – oggi sono pochissimi i campanili cilindrici presenti in Sardegna – risalente al 1558, e uno, di costruzione recente, anteriore a base rettangolare. I lavori in questione sono destinati alla ricostruzione dell’antico campanile cilindrico posteriore. Intorno ai primi anni Sessanta del secolo scorso, l’inutilità del vecchio campanile cilindrico, alto ventitré metri, portò l’amministrazione comunale dell’epoca alla decisione di demolire circa un terzo della sua altezza.

«La demolizione – ha ricordato il sindaco di Pattada Angelo Sini – non fu indolore perché venne a mancare un elemento fortemente sentito come espressione fondamentale dell’identità della comunità pattadese». Tra il 1973 e 1975, per motivi strutturali, è stato demolito anche il campanile di facciata e la chiesa ha assunto un aspetto completamente nuovo. La vecchia torre campanaria verrà quindi restaurata e ripristinata. «Con la demolizione del campanile di facciata – ha continuato Sini – la chiesa è rimasta monca di un elemento architettonico importante anche sotto un punto di vista funzionale e di ministero pastorale».

Il nuovo campanile è costruito con materiali che andranno a rinforzare la parte storica ancora intatta. La fase di conoscenza e di indagine eseguita nella stesura del progetto continua anche durante i lavori di restauro: i materiali utilizzati per la parte da ricostruire sono laterizio armato per le murature, intonaco armato in rete di fibra per i rivestimenti esterni e lastra di piombo per la cuspide di copertura e per le scossaline e i davanzali della cella. Le campane in bronzo all’interno della cella campanaria sono state recuperate e successivamente fuse per realizzare le nuove campane oggi presenti all’interno della chiesa. Dentro il campanile è presente una piccola porzione residua della scala a chiocciola con elementi in pietra. Soddisfatto anche il parroco, don Gianfranco Pala: «Il campanile ha sempre significato nella storia dei paesi e delle città la forza del richiamo, del sentirsi
convocati da una voce, da un suono, ma soprattutto convocati da Qualcuno. Entro la metà di novembre tutto sarà ultimato, e allora, con il vescovo di Ozieri Corrado Melis, fisseremo la data per la benedizione».

I lavori sono seguiti dalla Soprintendenza per i beni architettonici.

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