Bidello perseguita la prof il pm chiede il processo

La vittima lavorava nella stessa scuola e aveva respinto le sue avance Lui, che è stato anche arrestato, aveva diffuso volantini minatori e ingiuriosi

SASSARI. Colleghi di lavoro e amici di vecchia data. Lei sposata (e con figli piccoli), lui no. A un certo punto, probabilmente in un periodo in cui la donna attraversa un momento delicato della vita, lui si fa avanti e le dichiara il suo amore. Ma si tratta purtroppo di un sentimento a senso unico e infatti lei molto serenamente gli dice che non è interessata e lo allontana. Inizialmente lui finge una reazione da persona matura: «Va bene, restiamo amici». Ma si tratta, appunto, di una forzatura. Ed è allora che per la donna, un’insegnante che lavora in un paese dell’hinterland, inizia il calvario. Un incubo andato avanti per circa un anno e che ha toccato diverse tappe: le denunce, l’arresto di lui, la scarcerazione su decisione del Riesame, la misura dell’obbligo di dimora. Una lunga indagine affidata dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Sassari che si è chiusa con una richiesta di rinvio a giudizio per i reati di stalking, minacce e incendio doloso.

Tutto comincia nei primi mesi dello scorso anno, lui fa il bidello nella stessa scuola dove lei insegna. Si conoscono da tempo e quindi capita spesso di scambiare due chiacchiere. Tutto normale. Ma quando lei lo respinge lui inizia a inviarle messaggi che diventano un po’ troppo insistenti tanto che l’insegnante – che a quel punto forse inizia a preoccuparsi un po’ – lo allontana sempre di più. La situazione peggiora, il bidello si indispettisce e inizia a perseguitarla. Senza mai metterci la faccia. E infatti lei è costretta a sporgere denuncia contro ignoti, anche se ovviamente i sospetti sono indirizzati verso di lui. Denunce anonime perché il bidello ovviamente non mette la firma nelle centinaia di volantini che diffonde ovunque e che contengono frasi ingiuriose contro di lei, non mette la firma nemmeno nelle lettere anonime che le spedisce a casa, con minacce di morte. E le manda anche ai genitori di lei. Mentre i volantini – dove arriva persino a scrivere il numero di telefono della donna che “inviterebbe” gli uomini a eventuali appuntamenti – il bidello li lascia anche a scuola, insulti che i ragazzini hanno avuto modo di leggere. E poi c’è un altro inquietante episodio: all’insegnante viene incendiata la macchina.

Il bidello, il 24 agosto viene arrestato dopo una scrupolosa attività tecnica attraverso la quale gli investigatori entrano in possesso di numerosi importanti riscontri. I file estrapolati dal suo computer avrebbero infatti consentito di provare che proprio con quel pc era stato scritto il testo dei messaggi stampati sui volantini. E poi ci sarebbero le conferme
delle telecamere di videosorveglianza.

Il volantinaggio a un certo punto si è spostato anche a Sassari: avvisata da alcuni amici, una sera la donna ha raccolto duecento volantini sparsi per la città. C’erano il suo numero di telefono e la scritta: “ricevo per appuntamento”.

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