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Cento posti di lavoro a rischio

Autunno caldo nell’area industriale: aziende in crisi e contratti in scadenza. Il Pd: «É emergenza»

PORTO TORRES. Si preannuncia un autunno caldo per i lavoratori delle aziende dell’indotto che operano all’interno della zona industriale a causa di ammortizzatori sociali ormai in scadenza e licenziamenti dovuti ad appalti non rinnovati. Al problema dei sessanta lavoratori dell’azienda metalmeccanica Sices in scadenza di cassa integrazione, infatti, si è aggiunta in questi giorni anche la crisi di un’altra azienda storica del territorio come la Edicom: a seguito dell’appalto perso per le manutenzioni edili dello stabilimento della Marinella, a vantaggio di un azienda calabrese, ha annunciato i primi cinque licenziamenti, con la paura che altri venticinque lavoratori potrebbero seguirli a breve. Una situazione molto critica dal punto di vista occupazionale, dunque, che comincia a fare paura ad altre maestranze di aziende che operano da anni nell’area industriale. Tra questi la Icom - importante società nel settore metalmeccanico -, la Sirai e la Sardil. Un effetto domino che si abbatte ancora una volta su questo territorio, e ciò dovrebbe interessare le istituzioni politiche alla ricerca di soluzioni concrete per salvaguardare quei posti di lavoro che coinvolgono centinaia di famiglie. Vigilando soprattutto che a seguito dei rinnovi degli appalti, tutti i lavoratori vengano riassorbiti dall’azienda subentrante e con le stesse condizioni economiche precedenti. Il presente industriale pieno di incognite e un futuro incerto aleggia purtroppo intorno all’ex petrolchimico, e il famoso “Addendum” resta lì in bella mostra con tutti i suoi buoni propositi e le sue firme completamente disattese. Sull’argomento interviene anche la segreteria cittadina del Pd – con il segretario Mirko Luiu e il responsabile settore industria Antonello Cabitta – ricordando che quel documento avrebbe dovuto contribuire alla tutela delle aziende e delle maestranze locali. «Invece continuiamo impotenti ad assistere ad una emorragia di posti lavoro – dicono – e con quasi tutte le imprese di manutenzione in grossa difficoltà: fra le cause che stanno determinando questi disagi ci sono sicuramente i ritardi nella realizzazione e completamento delle fasi 2 e 3 del progetto Matrica, la cui fine lavori era prevista per il 2017, e il persistere della lentezza burocratica che continua a ritardare l’avvio ufficiale delle bonifiche così tanto attese dal territorio». La richiesta inviata dal sindaco al titolare del Mise, per portare nuove iniziative industriali, secondo il Pd è sempre ben accetta. «A parer nostro Wheeler avrebbe dovuto però sollecitare un’accelerazione dei progetti già in essere, quindi di più facile realizzazione, come sono appunto il protocollo sulla Chimica Verde e le bonifiche ad essa collegate. Ma siccome non nascondiamo anche le responsabilità del nostro Partito, vorremmo ricordare a chi amministra Provincia e Regione,
che finchè sono in carica hanno il compito-dovere di vigilare e attivarsi in qualsiasi modo per tutelare le nostre imprese e soprattutto le nostre famiglie. La campagna elettorale per ora può attendere, mentre le esigenze e le difficoltà delle famiglie hanno finito il loro tempo».

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