Accoltellò il compagno chiesta condanna a 5 anni

Processo con rito abbreviato per la 33enne di Ozieri accusata di tentato omicidio Sabato i carabinieri hanno arrestato lui, muratore di 33 anni, per stalking

OZIERI. «Quelle ferite sul corpo di Marcello Cuguttu sono state prodotte da un coltello e su quel coltello non ci è certo andato a sbattere». Sono alcune delle considerazioni fatte dal pubblico ministero Angelo Beccu che a conclusione della sua discussione davanti al giudice Michele Contini ha chiesto una condanna a cinque anni per Giovanna Sanna, la trentenne di Ozieri accusata del tentato omicidio del compagno.

L’episodio risale allo scorso 31 dicembre, i due vivevano insieme in un appartamento in una palazzina di via Giusti, nella parte alta della cittadina. Al rientro a casa dopo la notte di fine anno, tra i due era scoppiata una lite furibonda, forse per gelosia, che aveva rischiato di trasformarsi in tragedia. Stando a quanto dichiarato dalla ragazza, Cuguttu era andato in cucina per prendere un coltello ma lei era riuscita a disarmarlo. Si era dunque solo difesa da quell’uomo che già in altre occasioni – sosteneva – aveva usato violenza nei suoi confronti. «Niente di più falso» la versione di lui che, tutelato dall’avvocato Antonio Secci, ha sempre raccontato che era stata lei, di sua iniziativa, ad afferrare la lama e a colpirlo. Durante la requisitoria il pm Beccu ha ricostruito l’accaduto basandosi su dati oggettivi: un soggetto – Cuguttu – che presentava tre ferite da punta e da taglio e un altro – la Sanna – che aveva lievi escoriazioni che potevano essere riconducibili ai momenti concitati della lite. Nessuna legittima difesa, dunque, per la Procura contrariamente a quanto sostenuto dagli avvocati Abele e Pietro Cherchi che assistono la donna. Il pubblico ministero è partito da una richiesta di 12 anni per il tentato omicidio e ha applicato le diminuzioni di un terzo per le generiche e la riduzione prevista dal rito abbreviato arrivando così a cinque anni. Ieri ha discusso anche l’avvocato di parte civile Antonio Secci che ha ricordato come tre tribunali della libertà e un gup «hanno detto che c’è gravità indiziaria e che quello del primo gennaio 2018 fu un tentato omicidio».

Di diverso avviso i legali difensori: «Una volta Cuguttu tentò persino di buttarla in un burrone». Ed è proprio relativamente a questo episodio
che sabato scorso è scattata la richiesta di arresto per tentato omicidio da parte del pm Maurizio Musco. Il gip Mura ha però disposto gli arresti solo per il reato di stalking ritenendo che non fossero «gravi e concludenti gli indizi raccolti» in ordine al reato di tentato omicidio.

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