In arrivo 800mila euro nelle casse del Consorzio

La Regione stanzia un fondo speciale: boccata d’ossigeno per l’ente di bonifica Si tratta di un rimborso per le spese affrontate nella vertenza Manfredi

OZIERI. Una boccata d’ossigeno è in arrivo dalla Regione per le sofferenti casse del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna: 800mila euro a titolo di rimborso per le spese che l’ente ha affrontato per la cosiddetta vertenza Manfredi, causa nei confronti dell’impresa che in fase di costruzione della diga sul Lerno di Pattada aveva realizzato per conto del consorzio la condotta di adduzione alla Piana di Chilivani.

Il fondo speciale è stato stanziato in base a un emendamento alla legge regionale di assestamento del bilancio presentato dal consigliere del Pd Valerio Meloni, approvato dall’assemblea. Un bel sollievo, come detto, per il Consorzio, che per la vertenza Manfredi ha già dovuto spendere circa 1 milione e 600mila euro (di cui 450mila già parzialmente rimborsati dalla Regione grazie a un precedente emendamento del consigliere PdS Pier Mario Manca). «Non posso che ringraziare l’onorevole Valerio Meloni e l’assessore Pierluigi Caria – dice il presidente Diego Pinna – che tanto sensibili si sono mostrati di fronte alle problematiche finanziarie di questo consorzio, che derivano sia dagli anticipi versati per la vertenza Manfredi sia dal mancato pagamento dei tributi da parte dei consorziati. Problematiche che hanno a più riprese portato il Consorzio a mettere a rischio il pagamento delle forniture e in alcuni casi degli stipendi dei nostri dipendenti, che costituiscono l’asse portante dell’ente».

Da diversi anni il Consorzio naviga in acque non troppo tranquille e l’amministrazione attualmente in carica, come più volte rimarcato dal presidente Pinna, ha ereditato dalla gestione commissariale un deficit di cassa pari a circa 4 milioni di euro. Negli anni quindi si sono attivate politiche di risparmio e si sono messe in campo iniziative per migliorare i dati della riscossione dei tributi, per i quali è stato anche istituito un apposito ufficio interno. «I risultati – dice ancora il presidente – sono stati apprezzabili ma non certamente sufficienti a coprire i notevoli costi di gestione di un ente che ha come unica funzione quella di fornire l’acqua ai suoi consorziati e il relativo servizio di manutenzione delle infrastrutture». Dati che sono emersi dal bilancio consuntivo approvato nei giorni scorsi dal consiglio dei delegati dopo il via libera dei revisori dei conti, le cui criticità rilevate sono state appunto quelle derivanti dalla mancata riscossione dei tributi.

«È evidente che la struttura consortile si regge sulle entrate provenienti dalla Regione e da quelle dei consorziati – ha detto Pinna – e se una delle due entrate viene a mancare o arriva parzialmente, si deve ricorrere all’anticipazione di tesoreria, che sta incidendo pesantemente nella gestione consortile».

Una più puntuale ripartizione dei tributi arriverà dopo l’entrata in vigore del Piano di
classifica, della cui approvazione si è parlato proprio nei giorni scorsi. A tal proposito è necessaria una precisazione: il piano è stato approvato nonostante i voti contrari tra i quali (contrariamente a quanto apparso su queste pagine) anche quello del delegato dell’area di Perfugas.

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