mostra fotografica 

I soldati di Mores nelle immagini che rievocano la Grande Guerra

MORES. MORES. Doppia festa a Mores per il centenario della fine della prima guerra mondiale domenica 4 novembre, giornata nella quale ogni anno si celebrano l’Unità nazionale e le Forze armate.Oltre...

MORES. MORES. Doppia festa a Mores per il centenario della fine della prima guerra mondiale domenica 4 novembre, giornata nella quale ogni anno si celebrano l’Unità nazionale e le Forze armate.

Oltre alla normale celebrazione, con la santa messa in suffragio dei caduti e la posa della corona di fiori nel monumento che li onora, c’è stata infatti anche l’apertura nel centro sociale Sanna della mostra documentaria e fotografica “Mores 1915-1918: la storia e la memoria” promossa dall’amministrazione comunale e visitabile sino a domenica 11 novembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.

Il lavoro, coordinato dall’insegnante Paride Masci coadiuvato dalle volontarie del Servizio Civile e da alcuni altri giovani, è una suggestiva rievocazione del tributo dato dai soldati di Mores alla Grande guerra.

Ricerche di archivio hanno permesso di rilevare la data, la causa e il luogo di morte dei 42 caduti. Sono stati ritrovati documenti in cui si è fatta luce sui luoghi di detenzione di alcuni combattenti moresi reclusi nei campi di prigionia tedeschi e austriaci, tra cui Mauthausen, tristemente famoso perché i nazisti lo utilizzarono come campo di sterminio nella seconda guerra mondiale.

La mostra presenta numerose foto dei soldati di Mores messe a disposizione dalle famiglie, documenti originali del’archivio storico comunale e le motivazioni delle medaglie al valor militare conferite a dieci soldati moresi.

Presene anche una serie di disegni degli alunni della quinta A della scuola primaria.

A commento delle celebrazioni, il sindaco di Mores Peppino
Ibba ha sottolineato quanto sia importante «rendere omaggio ai nostri caduti e celebrare l’unità nazionale» e, rivolto ai giovani del paese ha ribadito «con forza, come recita la Costituzione, che l’Italia ripudia la guerra e voi dovete essere sempre portatori di pace». (b.m.)

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