Nelle campagne di Ozieri germoglia la canapa light

La scommessa dell’azienda agricola Taras: «È un modo per fronteggiare la crisi». Mezz’ettaro a Sos Frontes è stato coltivato con la pianta a basso contenuto di Thc 

OZIERI. Anche a Ozieri c’è chi crede nella scommessa della coltivazione della canapa sativa, la nuova frontiera della diversificazione dell’agricoltura mirata alla produzione di canapa con livelli quasi nulli di sostanza psicotropa Thc e un buon tenore di Cbd, il cannabidiolo, che invece ha proprietà benefiche.

E’ l’azienda agricola Taras, che in circa mezzo ettaro del suo terreno ha da qualche tempo iniziato la coltivazione della Canapa del Fronte, così chiamata dal nome del terreno dove nasce: la località Sos Frontes in agro di Ploaghe.

La Canapa del Fronte viene coltivata all’aperto ed è al cento per cento naturale, cresce senza utilizzo di additivi chimici e pesticidi e viene essiccata in modo naturale, lavorata a mano e selezionata nello stabilimento dell’azienda stessa.

La commercializzazione, per uso tecnico e quindi non alimentare, avviene esclusivamente attraverso il sito web www.canapadelfronte.it dove sono illustrate le caratteristiche delle offerte proposte, che hanno tutte dei nomi simpatici che richiamano il territorio: Logudoro’s dream e Bruttubeccu, le due infiorescenze, il macinato Chisgina, la miscela Purpuzz e le Pepitas, i semi da collezione di varietà Cs.

Il sito è on line da qualche giorno, e ora si attende solo la risposta del mercato.

Una bella sfida per il titolare Michele Taras, quarantatré anni, allevatore di bovini nella sua azienda a conduzione familiare.

«L’idea di coltivare la canapa sativa - spiega Michele - è nata davanti all’ennesimo periodo di crisi del settore dell’allevamento che ci ha fatto pensare di approfittare delle opportunità offerte dalla legge 242 del 2016. Dopo aver frequentato il corso informativo “Principali metodi di coltivazione della Cannabis sativa L.: prodotti ottenibili e loro utilizzo” promosso dall’agenzia Laore nella sede di Sassari abbiamo deciso di fare il grande passo. Abbiamo adibito a questa coltura un piccolo appezzamento di terreno dell’azienda per riuscire a controllare con attenzione le qualità del prodotto e ora finalmente, con l’arrivo delle certificazioni dello scarso contenuto di Thc, stiamo dando gambe a questa idea. E’ il coronamento di un lungo e faticoso lavoro, ma la soddisfazione è grande».

La coltivazione della canapa sativa, la cosiddetta canapa light, non è infatti una passeggiata: non basta scegliere i giusti semi, che devono rigorosamente essere quelli inseriti nell’elenco di quelli certificati dall’Unione Europea, ma occorre anche curare costantemente le piante affinché diano buona resa e non escano dai rigidi canoni della legge 242.

«Ora speriamo - dice Michele Taras - che il mercato premi i nostri sforzi: ogni euro speso per acquistare canapa sativa è un euro che viene tolto al mercato nero e che invece
va alle famiglie dei produttori, all’indotto, alle tasse che paghiamo; quindi di riflesso va al benessere di intere comunità e non solo di quelle legate al settore agricolo, che già di suo ne ha grande bisogno in questi tempi di crisi. Un circolo virtuoso che può avere un grande futuro».

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