«Rifiuti, parco mezzi allo sfascio»

Il segretario della Fit-Cisl Deliperi: Ambiente Italia non fa più manutenzione, tra rischi e disservizi

SASSARI. «Diventa ogni giorno più insostenibile la situazione del cantiere di Ambiente Italia, a Funtana di lu Colbu, la dirigenza aziendale pare interessarsi solo al proprio tornaconto, tralasciando un’organizzazione del lavoro degna di questo nome, i lavoratori ne fanno le spese». A fare la dura denuncia il segretario generale della Fit Cisl di Sassari, Giuliano Deliperi. «Da tempo ormai – argomenta il sindacalista – le manutenzione del parco macchine pare essere solo un ricordo, è evidente che con l’avvicinarsi della scadenza dell’appalto si pensi a far cassa, andando a risparmiare ove possibile. La filosofia del tirare a campare fino alla scadenza dell’appalto si traduce nella scarsità dei mezzi a disposizione e della quasi assenza delle manutenzioni, risparmio prima di tutto».

«E’ sufficiente dare uno sguardo all’officina, adiacente allo sfasciacarrozze Tavoni – attacca – sembrerebbe una estensione di quest’ultimo, peccato che i mezzi fermi nell’officina (Uni Trans, stessa proprietà di Econord e Ambiente Italia) andrebbero riparati con celerità e rimessi in servizio. Tale scelta porta inevitabili conseguenze sullo svolgimento dei servizi, con danni alla città che paga un oneroso canone e dei turni degli operatori, costretti a lasciare il servizio a metà per poter “passare” i mezzi ai colleghi durante la giornata».

«Non è pensabile che questa situazione possa venir tollerata dall’assessorato competente – spiega Deliperi –. Più volte abbiamo segnalato il disagio: nessuna risposta, se non le rassicurazioni che era tutto sotto controllo. Poi si lamentano se i cassonetti non vengono lavati, ma tutto il mondo sa che le lavacassoni non funzionano a caldo da anni».

«Non ci siamo dimenticati – attacca Deliperi – di cosa sarebbe potuto accadere se la spazzatrice (assente di manutenzione) impazzita al Corso avesse incontrato lungo il suo percorso delle persone, evidentemente la lezione non è servita, il tentativo di addossare la responsabilità all’operatore è fallito miseramente, evidente che la responsabilità non era sua trattandosi di mezzo a trazione oleopneumatica; specie a motore spento non deve muoversi neppure di un centimetro». «Ci chiediamo se nell’ultimo periodo di questo appalto ci sia stata una riduzione del canone, tale da giustificare, almeno in parte, un comportamento aziendale mirato al risparmio o, come pensiamo, si tratti solo di portare a casa un’utile d’impresa più sostanzioso, magari pensando alla prossima gara che verrà».

«Pretendiamo sicurezza per gli operatori – attacca il sindacalista – e rispetto delle regole, il capitolato va rispettato in toto, come per il pagamento del canone, così pure con il numero e l’efficienza dei mezzi; non ci stancheremo di chiederlo, nell’interesse
degli operatori e della città. Considerato che le relazioni sindacali di quest’azienda lasciano molto a desiderare auspichiamo un tavolo con azienda e assessorato competente per trovare una soluzione, diversamente si prospetta un fine appalto all’insegna dei disservizi sempre maggiori».

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