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Operai Forestas: «Assunzioni sbloccate per i comuni virtuosi»

BONO. Un emendamento per sbloccare le assunzioni nei cantieri forestali dei Comuni virtuosi, ovvero quelli che a suo tempo scelsero di avvalersi di operai dell’allora Ente Foreste assunti unicamente...

BONO. Un emendamento per sbloccare le assunzioni nei cantieri forestali dei Comuni virtuosi, ovvero quelli che a suo tempo scelsero di avvalersi di operai dell’allora Ente Foreste assunti unicamente a tempo indeterminato. E’ la proposta che arriva dalla Comunità Montana del Goceano nei giorni in cui il consiglio regionale discute la legge di inquadramento degli operai di Forestas nell’organico regionale. A farla è l’assessore all’Agricoltura della Cm Bachisio Falchi, che si appella ai consiglieri regionali affinché venga posto rimedio a quella che ormai è una evidente stortura: la mancata possibilità per i Comuni che 40 anni fa scelsero di avvalersi di operai assunti unicamente a tempo indeterminato di proporre ora assunzioni a tempo determinato di disoccupati locali. A suo tempo quella scelta fu dettata dalla volontà di creare tramite l’ex Ente Foreste dei posti di lavoro stabili, ma al giorno d’oggi invece essa non fa altro che bloccare le nuove assunzioni, che invece sarebbero necessarie nei mesi estivi. «Questo vincolo - racconta l’assessore Falchi - deriva dal fatto che al momento dell’istituzione dell’Ente e dei cantieri demaniali (oltre 40 anni fa) ogni Comune interessato aveva deciso se utilizzare o meno lavoratori a tempo determinato. Ebbene, il lato tragico-comico della situazione deriva dal fatto che i Comuni che all’epoca avevano preferito non creare precariato ma puntare su assunzioni a tempo indeterminato nei nostri giorni a causa delle nuove norme sui cantieri, sul blocco delle assunzioni e sul turnover, si trovano nella tragica situazione di non poter assumere nessun dipendente». Esempio lampante sono Anela e Bultei, «dove sono presenti - sottolinea Falchi - due dei più importanti cantieri demaniali e una base per elicotteri antincendio» ma dove non esiste «la possibilità di poter utilizzare propri residenti come dipendenti a sei mesi come possono puntualmente fare gli altri Comuni. Il cantiere di Fiorentini, per esempio, per poter funzionare a pieno regime necessiterebbe di 60 dipendenti per la pulizia del sottobosco, servizio antincendio, funzionalità del vivaio, taglio della legna del sughero, vigilanza e sistemazione della viabilità.
Tutti servizi che invece sono spariti o sono ridotti al minimo». Secondo Falchi basterebbe una postilla alla legge che proprio in questi giorni si sta discutendo in consiglio regionale, la cui approvazione è prevista per martedì prossimo, per cambiare questa situazione. (b.m.)

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