Sassari, la sfida di Laura: dolci e pane carasau con farina di canapa

Guarisce dall’artrite reumatoide e apre il CannabiSquare Il progetto: una filiera che coinvolga gli artigiani sardi

SASSARI. L’artrite reumatoide l’ha paralizzata. Consulti medici, cure, analisi, farmaci: nessun risultato. Non sapeva più a chi votarsi. Guidata da due medici e affiancata dal marito e dalla famiglia, è finita nelle mani giuste: quelle del neuropsichiatra Alfonso Mastropietro, un luminare in tema di Alzheimer e malattie neurodegenerative, un pioniere delle cure a base di cannabis terapeutica. Arrivata sino a lui, a Torino, con un carico di scetticismo e disperazione, in poco è tornata a una vita normale. Del problema con cui convive, oggi non porta alcun segno.

Laura Cosentino, di Sassari, 40 anni, è un’imprenditrice. Ora vuole capitalizzare quanto successo. Su tre versanti. Primo. Avendo ritrovato la salute, vuole essere testimonial di ricerca, cure, scoperte e percorsi farmacologici di cui si sa poco e su cui gravano retaggi culturali e resistenze. Secondo. Da imprenditrice, scommette sulle potenzialità di quei prodotti ad altissima salubrità e capacità nutrizionale. Terzo. Da esperta di cibi tipici sardi d’eccellenza e da appassionata di identità alimentari e prodotti tradizionali, oggi rilegge i “classici” sardi con materie prime ad altissimo potenziale nutritivo. Meno grasse, meno nocive, più sane. In senso lato, senza confondere cannabis terapeutica, di cui si occupa solo la medicina, cannabis light, alleggerita naturalmente del thc, e cannabis alimentare, che in Italia significa farina e semi di canapa.

Cofondatrice di Janas Food, che seleziona, commercializza ed esporta prodotti alimentari sardi d’eccellenza, e chef Gambero Rosso, Laura Cosentino fonda CannabiSquare, la sfida imprenditoriale che si rivolge al passato, al presente e al futuro. CannabiSquare è un marchio sua proprietà. Sarà un franchising. Il primo store ha aperto ieri in via Amendola 8. Il prossimo aprirà in piazza Santa Maria 41, poi Cagliari, Torino e Milano, a seguire Barcellona.

«La mia storia inizia male e finisce bene, dall’esperienza vissuta è nata l’idea imprenditoriale che sfida stigmi culturali, eccessi di burocrazia e diffidenze», dice. «Ho deciso di affrontare pregiudizi e disinformazione – racconta – vogliamo promuovere un modo nuovo di interpretare la tradizione sarda, siamo pronti». Sarà un presidio utile per chi affronta il suo stesso calvario, che sarà indirizzato verso i centri specializzati, senza sostituirsi a medici, scienziati e farmacisti. Sarà uno store in cui l’acquisto di prodotti a base di cannabis light sarà fatto in modo consapevole, dietro consiglio di personale formato e preparato a fornire ogni informazione. Sarà una finestra sul progetto più ambizioso di Laura Cosentino: la creazione di una filiera sarda di prodotti agroalimentari artigianali a base di farina di canapa e semi di canapa. Dalla produzione della materia prima alla sua trasformazione, passando per la commercializzazione, ci lavorano agronomi, nutrizionisti e altri specialisti. Ma soprattutto aziende artigianali isolane che producono formaggi, salumi, dolci, pane carasau e olio. Bisognerà combattere la diffidenza. «Vale anche in campo medico, sulle terapie a base di cannabis ci sono forti pregiudizi», conferma Alfonso Mastropietro. «Il percorso per classificarli come integratori alimentari a scopo terapeutico è lungo, ancora serve la ricetta galenica», spiega. «Da anni si prescrivono antidolorifici
a base di oppio – aggiunge – serve un cambio di passo culturale anche per la cannabis». Nell’ultimo anno, la battaglia di Mastropietro allo scetticismo ha restituito migliori condizioni di vita a 150 pazienti. Una è Laura Cosentino. Oggi raccoglie il testimone e lancia la sua sfida.

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