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Un corso per produrre “su coinzolu”

Il centro d’aggregazione insegna i segreti degli antichi cestini

LAERRU. Richiamerà, di sicuro, la curiosità di tanti, ma al momento è rivolto ad adulti e anziani frequentatori del Centro di aggregazione sociale del paese. Coniuga l’amore per le tradizioni con la memoria di antichi mestieri. È, detto più semplicemente, un corso per produttori di “coinzolu”. Nome, questo, con il quale viene definito il classico cestino sardo.

Per tenere un corso simile ci vuole naturalmente un esperto, e quello reclutato dal Centro di aggregazione, Vittorio Spezzigu, è una vera autorità in materia. Le lezioni sono iniziate da qualche giorno e i corsisti ne seguono con scrupolo e attenzione consigli e indicazioni. Il corso durerà due mesi, e, comunque, potrà dirsi finito solo quando verrà realizzato l’ultimo cestino. I segreti del mestiere sono diversi e, per eseguirli, occorre tanta applicazione. Intrecciare gli elementi di un “coinzolu” è per molti corsisti un modo per andare indietro con la memoria. Ogni passaggio equivale quasi a una tessera della memoria, e “su coinzolu” è forse la metafora più genuina ed efficace per indicare la memoria in senso lato. Il manufatto finale potrebbe poi prendere forme e colori diversi, a seconda dei gusti personali dei corsisti che decideranno quale uso farne, e cioè se appenderlo alla parete o metterlo in bella mostra su un ripiano. Animatori
e operatori del Centro di aggregazione fanno sapere che questo sarà solo il primo di una serie di corsi dedicati in modo specifico agli anziani del paese. Presto ne verranno realizzati degli altri con lo scopo di riscoprire e condividere antichi saperi.

Giuseppe Pulina

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