Non solo nuraghi, Alberto Angela si innamora delle janas

Il famoso divulgatore scientifico a Sant’Antine e tra le domus di Sant’Andrea Priu. La puntata di Bonorva è nata da una “passeggiata” di dieci chilometri del sindaco

BONORVA. In una puntata dedicata alla Sardegna non poteva mancare il celebre nuraghe di Santu Antine. Ciò che invece non era scontato è che nella prossima stagione delle trasmissioni di Alberto Angela, divulgatore scientifico e noto volto televisivo, potesse comparire anche la necropoli di Sant’Andrea Priu, in territorio di Bonorva. È questa la sorpresa arrivata durante il tour che il famoso conduttore-paleontologo sta facendo nell’isola e che nei giorni scorsi ha fatto tappa – blindatissima – nel Meilogu. A santu Antine, appunto, ma anche a Sant’Andrea Priu.



L’antefatto. Tutto è nato un anno fa da una passeggiata di dieci chilometri che Massimo D’Agostino, sindaco di Bonorva, ha fatto per raggiungere il nuraghe Santu Antine, dove si stavano svolgendo i sopralluoghi della troupe di Alberto Angela. Il divulgatore scientifico era accompagnato dall’archeologa della Soprintendenza Nadia Canu. Nonostante fosse ormai l’imbrunire, il gruppo si è spostato alla necropoli di Sant’Andrea Priu a Bonorva, accolto dalla coop Costaval che gestisce il complesso.

Una scelta azzeccata. Qui non solo è presente una delle più importanti necropoli neolitiche a Domus de Janas della Sardegna, con ben 20 tombe, tra cui la monumentale Tomba del Capo, riutilizzata in età romana e bizantina e medievale, ma sono in corso approfonditi scavi che stanno mettendo in luce un vasto insediamento romano. L’importanza e la complessità del sito, con gli ipogei dipinti e decorati, ma anche il suo contesto paesaggistico, a un passo dal parco di Mariani, hanno evidentemente convinto gli autori, che l’hanno inserito nelle riprese programmate per il 2018.

Lavoro di gruppo. Ai preparativi per la sistemazione dell’area hanno collaborato in tanti: il personale del Comune, coordinato dall’ing. Floriana Muroni; gli operai dell’Agenzia Forestas con base a Mariani, il personale impegnato negli scavi in corso, seguiti sul campo dall’archeologo Franco Campus. Infine le forze dell’ordine operanti sul territorio, in primo luogo carabinieri e polizia municipale.

La puntata. Una splendida giornata degna della migliore estate di San Martino ha fatto il resto, illuminando di caldi raggi di sole l’incantevole cornice della valle di Santa Lucia. Il sito è stato chiuso al pubblico per le riprese. Sul set il conduttore è stato assistito dall’archeologa della Soprintendenza Nadia Canu e dalle operatrici della Coop. Costaval. Durante le brevi pause del lavoro, condotto a ritmi serratissimi, c’è stato il tempo per Alberto Angela di gustare la specialità culinaria di Bonorva: pane a fittas (zichi al sugo) recapitato direttamente sul sito dal vicino agriturismo “Sas Abbilas”. «Non è stato facile convincere gli autori e Alberto Angela che la Sardegna archeologica non è solo nuraghi» ha scritto nel suo profilo Facebook l’archeologa Nadia Canu. È in effetti la prima volta che obiettivi tanto importanti puntano sulle domus de janas decorate, monumenti per cui si sta cercando di ottenere il riconoscimento Unesco.

I progetti. A Bonorva l’amministrazione comunale sembra puntare molto su questo patrimonio. Oltre un milione di euro sono stati destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico. Prevista anche la realizzazione di un centro di documentazione sulle Domus de Janas decorate e la riproduzione in scala reale della meravigliosa Tomba delle Spirali di Sa Pala Larga, situata all’interno del parco Mariani, attualmente chiusa al pubblico per motivi conservativi.

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