Crollo nella torre del Nuraghe Alvu

Pozzomaggiore, ingenti danni per le piogge e il Comune è subito corso ai ripari

POZZOMAGGIORE. Le abbondanti piogge che nelle scorse settimane hanno interessato il territorio, fra i numerosi e notevoli danni arrecati hanno prodotto anche quello al nuraghe “Alvu” con il crollo parziale di una porzione di muratura della torre centrale. L’Amministrazione comunale guidata da Mariano Soro è intervenuta immediatamente e, in concerto con la Soprintendenza archeologica, rappresentata dall’archeologa Gabriella Gasperetti, ha adottato le misure urgenti per evitare altri cedimenti e danni all’interessante monumento. In un comunicato, redatto in collaborazione fra l’amministrazione comunale e la Soprintendenza, è ricordato che l’area archeologica e il pregevole contesto paesaggistico nella quale è situato il nuraghe, con la sua particolare bicromia, sono stati da tempo individuati come di particolare interesse per la pubblica fruizione. Il nuraghe Alvu (da cui deriva il toponimo) è ubicato a pochi km dal paese in prossimità della strada statale che conduce a Cossoine. Tra il 2006 e il 2007 è stato realizzato un primo progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, per la sua tutela, conservazione, ricerca, valorizzazione e fruizione, con la direzione scientifica e coordinamento degli archeologi Antonietta Boninu e Luisanna Usai, della Soprintendenza e per l’importo complessivo di oltre 500.000 euro.

Gli scavi archeologici e le opere interessarono la torre centrale, le due torri laterali e le aree di pertinenza che rivelarono una successione di fasi storiche: nuragica, fenicio-punica, e romana, fino agli utilizzi in età moderna. Fu restaurata parte della muratura della torre centrale, interessata in minima parte dal crollo di questi giorni, con il riutilizzo dei blocchi originali, recuperati sul posto. L’area di pertinenza del nuraghe fu dotata di un parcheggio, una piccola struttura ricettiva e un percorso di visita. La Soprintendenza, per il completamento delle opere necessarie, metterlo in sicurezza e renderlo completamente fruibile, ha già chiesto ulteriori finanziamenti, nell’ambito del piano straordinario di scavi
archeologici e d’interventi di valorizzazione dei beni culturali. Per il 2018 sono stati finanziate 100.000 euro che saranno gestiti dal Comune e, in attesa di ulteriori risorse, saranno utilizzati prioritariamente per il ripristino, la messa in sicurezza ed il restauro del monumento.

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