La giunta Bruno trasloca e presidia la quattro corsie

Da oggi alle 11 ufficio mobile all’inizio del tratto stradale a rischio dimezzamento L’amministrazione algherese si muove anche per avviare l’iter referendario

SASSARI. In gennaio il Nord Ovest Sardegna andrà a referendum. Una consultazione popolare per far capire forte e chiaro a Roma che la quattro corsie da Sassari ad Alghero deve essere completata, che la “bretella” per l’aeroporto deve essere realizzata, e che non ci può essere nessun ridimensionamento a due corsie. A promuovere l’iniziativa è il sindaco di Alghero, Mario Bruno, che da oggi prenderà posto nella sua nuova sede istituzionale: il tratto di strada in cui in cui finisce la quattro corsie e inizia la “bretellina” che bypassa la cantoniera di Rudas, attraversa Surigheddu, Mamuntanas, Carrabufas e attraverso la zona industriale di Galboneddu arriva in città. Da oggi sarà quella la sede del presidio permanente al quale di sicuro aderiranno sindaco e giunta di Alghero, ma Bruno invita «tutte le forze politiche e sociali e tutti i cittadini che sostengono la battaglia a unirsi in quel luogo simbolo».

Intanto Bruno si muove anche per dar gambe al progetto referendario. Domani alle 11 riunirà la giunta per avviare l’iter. Comunque entro il 22 novembre da Alghero partiranno le osservazioni all’esito della commissione per la Valutazione di impatto ambientale di tre giorni fa, quanto è emersa l’intenzione ministeriale di concedere l’ok solo per due corsie lungo l’ultimo tratto della Sassari-Alghero.

Ieri il consiglio comunale ha deliberato all’unanimità di «riaffermare in ogni sede che la volontà è di realizzare quattro corsie, in armonia progettuale con i lotti già realizzati, e di convocare in seduta aperta i referenti istituzionali del territorio», conferma Bruno. La risoluzione licenziata dall’aula di via Columbano sarà inviata al premier, ai ministeri competenti e al Cipe. Nelle prossime settimane la seduta consiliare aperta: saranno invitati tutti i rappresentanti istituzionali e politici della Sardegna.

«Per la prima volta siamo d’accordo col sindaco, serve un referendum, ma per cancellare il Piano paesaggistico regionale voluto da Renato Soru e approvato dal centrosinistra col supporto dell’allora consigliere regionale Mario Bruno – provocano i vertici algheresi di Forza Italia –. Siamo pronti a un’azione decisa per raccogliere consenso attorno all’ipotesi della definitiva cancellazione del Ppr “blocca Sardegna” così anche il primo lotto della strada per Sassari potrà essere realizzato con quattro corsie».

Tirata in ballo, una delle due forze politiche che sostengono il governo Conte esce allo scoperto. «Non è vero che la Lega e il governo siano contrari al completamento della quattro corsie, né c’è alcun atto formale», dicono Dario Giagoni, vicecoordinatore regionale della Lega, e Michele Pais, coordinatore regionale per gli Enti locali del partito di Matteo Salvini. «Se questo proattivismo il sindaco lo avesse messo da quattro anni e mezzo fa verso il governo nazionale e regionale “amico”, e anche per i problemi della sanità e dell’aeroporto di Alghero – stigmatizzano – non ci troveremmo in questa situazione». Per i due «il governo cambia colore e il sindaco cambia atteggiamento». Ma avrà comunque un alleato. «La Lega si farà garante dell’esecuzione della Sassari-Alghero – assicurano i due leghisti sardi – così come del salvataggio dell’aeroporto e dell’ospedale di Alghero». Il segretario
cittadino dell’Upc, Gianni Cherchi, invece se la prende con il Movimento Cinque Stelle. «Mi auguro che questa perla della quattro corsie da ridurre a due sia una bufala – dice – o si sarebbe clamorosamente sperperato un fiume di denaro per una strada che non si completerebbe mai».

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