«Un inferno di sei giorni per seppellire mio padre»

Un 72enne di Ittiri è morto in ospedale a Sassari dopo due giorni in Rianimazione. La figlia: hanno disposto l’autopsia e nessuno ci diceva quando sarebbe stata 

ITTIRI. E alla fine ieri alle 13 Antonio Giovanni Baldino, e i suoi familiari, hanno trovato pace. A sei giorni dalla sua morte, avvenuta lo scorso mercoledì del reparto Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, il funerale è stato finalmente celebrato. E la moglie del 72enne ittirese, morto dopo un intervento d’ urgenza e 48 ore in rianimazione, ha potuto piangere suo marito insieme ai tre figli e al resto del paese, da giorni in rispettosa quanto incuriosita attesa.

«Tutti ci chiedevano quando avremmo seppellito nostro padre – racconta la figlia maggiore, rientrata in Sardegna per il grave lutto – ma noi con sconforto, e alla fine anche con un certo imbarazzo, non sapevano cosa rispondere».

Ma procediamo con ordine. Antonio Giovanni Baldino arriva al Santissima Annunziata lunedì. Ha un problema legato ad alcune ernie, una si strozza. Serve un intervento di urgenza, che viene fatto lunedì stesso. L’uomo, dopo l’operazione, viene trasferito in Rianimazione, dove rimane in coma farmacologico fino a mercoledì alle 19, quando purtroppo muore.

«Giovedì mattina – racconta la figlia – ci siamo presentati in ospedale per preparare nostro padre per la camera ardente. E fissare il funerale. Lì la prima sorpresa, in reparto ci dicono che è stato disposto l’esame autoptico del corpo. E che avremmo dovuto attendere».

L’esame viene richiesto, a discrezione, dal medico curante dopo un decesso. In un caso come quello del 72enne ittirese è pratica normale: una morte dopo un intervento d’urgenza spinge i medici a vederci chiaro, anche in chiave “difensiva” casomai i parenti lamentino errori o inefficienze. «Il problema – continua la figlia – è che da quel momento non è stato più possibile avere notizie su quando l’esame sarebbe stato fatto. Per giorni abbiamo cercato di parlare con chiunque in ospedale, sono arrivati a dirci che le informazioni sull’esame non ci riguardavano».

I giorni passano, in paese in tanti si stringono al dolore della famiglia, e chiedono informazioni su quando sarà il funerale. «Non sapevamo cosa rispondere – spiega la figlia – nessuno sapeva dirci nulla».

Alla fine lunedì, dopo l’ennesima telefonata in reparto, arriva la notizia che l’esame autoptico è stato eseguito, e Antonio Giovanni Baldino viene trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale per la visita di amici e parenti. Il funerale viene fissato per martedì (ieri) alle 11. «E qui arriva l’ennesima beffa – racconta la figlia tra il disperato e il furente – quando l’agenzia funebre è andata a prendere il corpo di mio padre gli hanno detto che c’erano dei problemi amministrativi. Che mancava un documento. Il funerale era fissato, la chiesa del Carmelo si stava riempiendo di amici e parenti, alcuni arrivati da fuori». Il tempo passa inesorabile, e alla fine il documento mancante salta fuori intorno alle 11.30. Serve un ulteriore passaggio al Comune di Sassari per un timbro e poi il corteo funebre si può avviare verso Ittiri.

«Dispiace che si sia creato un disguido per i familiari ma è stata seguita la normale procedura che prevede, dopo il riscontro diagnostico, la redazione del referto medico quindi la consegna alla direzione medica di presidio per la compilazione della scheda di morte Istat». Lo fa sapere dall'Anatomia patologica dell'Aou di Sassari che lunedì, su richiesta della Rianimazione delle cliniche universitarie, ha effettuato l'esame diagnostico sul paziente deceduto in reparto. «Il
referto, compilato questa mattina (ieri ndr) alle 10,30, è stato consegnato alla direzione medica alle 11. Non risulta, inoltre, alcune richiesta di urgenza per la compilazione del referto alla quale - assicurano dall'Anatomia patologica - avremmo potuto rispondere con celerità».

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