Sassari e lo "scippo" dei laboratori analisi, l'Ats: il servizio migliorerà

L'azienda conferma l'ipotesi di 4 hub a Olbia, Nuoro, Cagliari e Oristano. «Sassari ha già quello dell'Aou, principale punto di riferimento nel territorio»

SASSARI. La riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi è in atto. Con il nuovo modello che prevede quattro hub - Olbia, Nuoro, Cagliari e Oristano - e una serie di spoke, che nel nord sono Tempio Pausania, La Maddalena, Alghero e Ozieri. Tira dritto l'Ats, che conferma il progetto infilato un po' alla chetichella nella premessa del bando per "area del siero" che comprende le forniture di tutte le apparecchiature e dei test/reagenti necessari al funzionamento dei laboratori aziendali. E, dopo aver spiegato che «questo assetto è integrato, nel Nord, dalla presenza del laboratorio Hub dell'Aou di Sassari, che rappresenta il maggior punto di riferimento nel territorio», sottolinea che «il contesto appena descritto tende a valorizzare la sinergia tra le strutture dell'Ats anche con quelle delle altre Aziende regionali, ed ha l'obiettivo di migliorare un servizio fondamentale, sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale, e di tagliare sprechi presenti anche in questo settore di attività che aveva contribuito a portare la Sardegna ad essere una delle Regioni con il disavanzo economico maggiore in ambito sanitario. Disavanzo finalmente sotto controllo».

«Il progetto ha come unico obiettivo quello di migliorare gli standard qualitativi del servizio attualmente reso all'utenza con la contestuale riduzione dei tempi di esecuzione delle analisi - spiega l'Azienda in una nota - Questo processo, avviato con la programmazione di acquisizioni di beni e servizi 2017 e coordinato da un gruppo di lavoro appositamente deliberato, si basa sul principio della prossimità: i prelievi continueranno ad essere eseguiti nei diversi punti territoriali e a nessun utente sarà chiesto di compiere ulteriori spostamenti. Non solo, risorse recuperate saranno impiegate per incrementare il numero dei punti prelievo nei territori, per affidare ad operatori specializzati i prelievi a domicilio, nonché per ampliare la rete dei punti di ritiro dei referti, anche attraverso appositi canali digitali».

«Questa modifica - continua l'Ats - comporterà anche un miglioramento nel sistema dei trasporti che, al contrario di quanto avveniva in passato, saranno maggiormente adeguati agli standard nazionali con più attenzione sia verso i tempi di consegna sia verso le temperature di conservazione dei campioni biologici. L'eventuale incremento dei costi del trasporto sarà riassorbito dall'accentramento e dal migliore utilizzo della strumentazione di ultima generazione che, al momento, non sempre adeguata, è distribuita in modo frammentario sul territorio con un conseguente aggravio delle spese e un utilizzo inefficiente dei materiali diagnostici. Considerazioni che da sole debbono giustificare tale azione per il netto miglioramento della qualità del servizio reso agli utenti».

«La progettazione del nuovo assetto - spiega Ats - che ha ricevuto il parere favorevole dell'Aris in coerenza con gli indirizzi programmatori generali, risponde alle esigenze assistenziali della popolazione del territorio di competenza di ciascun laboratorio, garantendo superiori criteri di qualità, equità di accesso e uniformità di risposta. Per raggiungere tale scopo sono stati tenuti in debita considerazione: la conformazione del territorio, la percorribilità delle strade, i tempi di trasferimento delle provette e la conservazione dei materiali biologici».

Si va avanti insomma, lasciando sul tavolo tutti i dubbi legati al metodo e al merito del piano Ats. Che andava raccontato, discusso, magari emendato. Aprendosi al contributo dei territori e delle parti sociali, e magari di player come la stessa Aou di Sassari, che attualmente fa oltre

1 milione di analisi ambulatoriali in convenzione per l'Ats. Un piano che forse farà bene ai conti, e magari anche al servizio per gli utenti, ma che fa molto male al Sassarese, che ha dovuto leggere il suo futuro nella premessa di un anonimo bando, senza avere la possibilità di aprire bocca.

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