Veterinari a confronto sulla febbre del Nilo

Ozieri, ottanta medici hanno analizzato il diffondersi della malattia infettiva Il corso di formazione ha riguardato anche la sanità pubblica degli equidi  

OZIERI. Un’ottantina di veterinari dalle aree sanitarie di Sassari e Olbia si sono riuniti nei giorni scorsi a Ozieri per partecipare al corso formativo Sanità Pubblica negli Equidi, due giorni di lavori nei quali i medici hanno approfondito temi come censimento, anagrafe, legislazione nazionale ed europea, ruolo del veterinario ufficiale negli equidi, e nella seconda giornata del piano nazionale di sorveglianza e risposta al virus West Nile e Usutu.

Organizzato dalla Sc Formazione, Ricerca e Cambiamento Organizzativo, area formazione Sassari, il corso ha avuto come responsabile scientifico il direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Ats Francesco Sgarangella e ha visto la partecipazione come docenti di medici veterinari di chiara fama. La due giorni è stata aperta dal saluto del sindaco di Ozieri Marco Murgia che ha sottolineato l’importanza per Ozieri e la Sardegna del comparto equidi, «basti pensare che dal punto di vista economico ogni cavallo ha un indotto di tre occupati».

Il responsabile scientifico Francesco Sgarangella ha presentato il corso evidenziando «le problematiche legate agli equidi e alla necessità di allineamento corretto della loro anagrafe per garantire una corretta epidemico sorveglianza». Nella prima giornata si è parlato la mattina dei primi temi con la dottoressa Eva Rigonat della Asl di Modena, esperta in materia riconosciuta come tale non solo in campo nazionale, mentre nel pomeriggio si sono approfonditi i temi della West Nile e dell’esame neurologico del cavalo con i docenti Pietro Desini dell’Ats Sardegna e del professor Eraldo Sanna Passino, direttore del dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari.

La seconda giornata è stata invece dedicata a esercitazioni “dal vivo” sull’animale con la simulazione di visite in allevamento con casistiche irregolari e, successivamente, con un’esposizione ai docenti seguita dalla compilazione di un questionario di verifica. «L’importanza del corso – ha detto Francesco Sgarangella – sta nel fatto che l’attività di sanità pubblica nella specie equina necessita di un costante aggiornamento e approfondimento, soprattutto in considerazione dei continui cambiamenti normativi riguardanti l’anagrafe, la vigilanza durante il
trasporto e le manifestazioni ippiche pubbliche e private, la sorveglianza di malattie infettive soggette a denuncia, con particolare riferimento ai casi di West Nile Disease, che di recente hanno interessato il nostro territorio con due casi confermati sui cavalli a Oschiri e Sassari».

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