Riciclaggio, assolti 2 imprenditori di Pattada

Accusati di aver eseguito operazioni contabili fittizie per muovere soldi “sporchi”. La difesa: mai spostato denaro di provenienza illecita. I giudici: il fatto non sussiste

PATTADA. Assolti perché il fatto non sussiste. Perché, cioè, non ci fu alcuno spostamento di denaro di provenienza illecita, così come è stato dimostrato durante il processo.

Per questo motivo due imprenditori originari di Pattada – Mario e Tomaso Seu, rispettivamente di 56 e 68 anni – sono stati scagionati dall’accusa di riciclaggio. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Salvatore Marinaro, a latere Giuseppe Grotteria e Valentina Nuvoli.

I fatti contestati dalla Procura della Repubblica di Sassari risalirebbero al periodo compreso tra dicembre del 2004 e lo stesso mese del 2005 e si sarebbero verificati a Sassari.

I due imputati – assistiti dall’avvocato Agostinangelo Marras – erano finiti a giudizio perché «in concorso tra loro – scriveva il magistrato titolare dell’inchiesta – Mario Seu in qualità di amministratore di fatto della società Nord Sud Immobiliare Srl e socio amministratore della società Turisco Costruzioni di M.eT. Seu&C. e Tomaso Seu in qualità di socio amministratore della società Turisco Costruzioni, avrebbero compiuto diverse operazioni riportate nelle scritture contabili obbligatorie della società Nord Sud Immobiliare al fine di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa di un milione di euro. Somma oggetto di appropriazione indebita da parte di altri soggetti (per i quali si è proceduto separatamente) che ricevevano e poi trasferivano dalla Nord Sud alla Turisco Costruzioni, venendone poi in possesso da quest’ultima attraverso un’operazione contabile fittizia che ammontava a 1 milione e 244mila euro, somma successivamente ripartita tra loro in egual misura».

Accuse che l’avvocato Marras ha smontato in aula attraverso prove testimoniali e documentali che hanno dimostrato come non potesse configurarsi il reato di riciclaggio dal momento che non c’era stata alcuna movimentazione di denaro, tanto meno «di provenienza illecita». Il pubblico ministero Maurizio Musco al termine
della discussione ha chiesto la derubricazione del riciclaggio in appropriazione indebita con la conseguente dichiarazione di prescrizione del reato. Ma i giudici, accogliendo la richiesta del difensore, hanno emesso una sentenza di assoluzione nel merito perché il fatto non sussiste.

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