Un milione per le chiese della diocesi

Ozieri, i restauri con fondi della Cei e della Regione valorizzeranno il territorio

OZIERI. Più di un milione di euro per il restauro delle chiese della diocesi di Ozieri. Il progetto “Sardegna in cento Chiese”, approvato dalla Conferenza episcopale sarda, è un progetto triennale che ammonta a più di un milione di euro e prevede il restauro degli edifici di culto. Il progetto fa riferimento alle strategie di sviluppo espresse nel Programma operativo regionale di sviluppo della Sardegna 2014-2019. La Chiesa sarda, nei progetti, partecipa all’iniziativa cofinanziando gli interventi con risorse attinte dall’otto per mille, messe a disposizione dalla Cei nei termini dei regolamenti specifici per il settore. Per la realizzazione del progetto la diocesi si giova della collaborazione dell’Unione dei Comuni del Monte Acuto, destinataria, secondo il bando regionale, dei finanziamenti previsti.

Il soggetto territoriale ha già espresso la disponibilità a presentare, in associazione ai Comuni interessati agli interventi di restauro strutturale-architettonico, una manifestazione di interesse alla Regione. Le chiese interessate nella Diocesi di Ozieri sono Santa Sabina a Pattada (400 mila euro), Sant’Elena a Benetutti (300 mila), Beata Vergine Immacolata a Oschiri (200 mila), Nostra Signora del Rosario a Berchidda (200 mila), Sant’Antonio Abate a Bono (150 mila), San Sebastiano a Ozieri (150 mila, Santa Maria Assunta a Nule (150 mila), Nostra Signora del Carmelo a Ozieri (100 mila), San Pietro a Bantine, frazione del Comune di Pattada, (100 mila euro), Santo Stefano a Oschiri (100 mila), San Gavino a Esporlatu (100 mila ). Come ha spiegato il direttore dell’Ufficio diocesano dei Beni Culturali e Edilizia di culto don Gianfranco Pala, ogni diocesi ha un suo preciso tema legato alle caratteristiche dei Comuni interessati: «Il progetto “Uniti nel pane e nel vino” individua in questi due alimenti, e nell’indotto ad essi connesso, una vocazione naturale del territorio. Attività artigiane a conduzione familiare o cooperative, all’interno del comprensorio diocesano, tanto nell’ambito della panificazione che della vinificazione sono riconosciute oramai come eccellenze. I luoghi interessati dagli interventi,
riconosciuti come fortemente identitari per i territori entro i quali sono compresi, attraverso la piena restituzione al culto sono stati pensati quali volano per la promozione delle attività citate, in relazione alle più importanti festività e ricorrenze».

Elena Corveddu

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