Cambia lo “chef” negli ospedali di Sassari

Sodexo è fuori dopo 14 anni e otto proroghe. I giudici: «Atto legittimo dell’Ats nelle more dell’appalto»

SASSARI. Sono finite le minestre riscaldate sopra il fuoco delle proroghe amministrative: negli ospedali del nord ovest della Sardegna lo chef deve cambiare. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso dell’Ats, assegnandole la vittoria nella guerra legale con Sodexo per i pasti dei degenti e del personale.

Dopo avere vinto una prima gara d’appalto, seguita negli anni da ben otto proroghe, dal 2004 la multinazionale della ristorazione gestisce il servizio dei pasti per gli ospedali di Sassari, Alghero, Ozieri, Thiesi, Ittiri, le cliniche universitarie e le comunità protette “Le ginestre”, “L’approdo”, “Gli ulivi” e “I mandorli”. Nel settembre del 2017 Sodexo non aveva gradito il fatto che, nelle more di un gara d’appalto finalmente bandita dopo alcune false partenze (l’ultima era stata revocata nel 2015 dopo che era stata già aggiudicata), l’Azienda per la Tutela della salute avesse assegnato provvisoriamente alla Elior il servizio destinato ai ricoverati nelle strutture del nord ovest della Sardegna. La scelta di Ats era caduta su questa società, che già svolge nelle strutture del Cagliaritano con un contratto che scadrà nel 2020, proprio in virtù di quella convenzione attiva. Secondo Solexo, invece, Ats avrebbe dovuto riaffidarle il servizio con un “contratto ponte”. Un’altra proroga, anche se chiamata con un altro nome, dopo le otto inanellate dalla multinazionale dal 6 novembre del 2010 al 27 febbraio del 2015.

Nel caso della ristorazione negli ospedali del Sassarese, l’Azienda per la Salute aveva affermato il suo potere di gestire in modo unitario i diversi contratti in essere sul territorio regionale. Era stata una delle prime volte che l’Azienda guidata da Fulvio Moirano esercitava questa facoltà con un ragionamento che però il Tar della Sardegna aveva bocciato, dando ragione per due volte a Sodexo, l’ultima con una sentenza semplificata che a febbraio di quest’anno aveva riportato la società nelle mense ospedaliere del Sassarese. Adesso però la multinazionale dovrà restituire le chiavi alla società scelta dalla Ats.

Nei giorni scorsi la terza sezione del Consiglio di stato ha infatti pubblicato le motivazioni della sentenza 2261/2018, emessa a ottobre. Prima di avvalorare la deliberazione di Ats che assegnava il servizio di ristorazione alla Elior, il collegio presieduto da Franco Frattini (giudice estensore Giorgio Calderoni) ha riaffermato il principio secondo il quale, nelle more dello svolgimento di una gara, l’Azienda sarda per la tutela della salute, potesse rivolgersi a una delle proprie ditte fornitrici di servizi. Questo perché, dopo la sua nascita, l’Ats Sardegna è subentrata come unica centrale committente in tutti i rapporti giuridici e contrattuali intercorrenti dalle soppresse Asl.

Molto soddisfatto il direttore amministrativo dell’Ats, Stefano Lorusso. «Questa sentenza conferma la legittimità degli atti posti in essere dall’Azienda per la Tutela della Salute – ha detto –. Attraverso il lavoro svolto del Dipartimento di gestione accentrata degli acquisti guidato da Roberto Di Gennaro, l’Ats ha sempre agito in modo imparziale, nel rispetto della normativa nazionale ed europea, con l’unico obiettivo di risolvere e superare le tante criticità riscontrate in questo settore fin dall’atto di costituzione dell’Azienda».

L’Azienda per la Tutela della Salute era rappresentata e difesa dagli avvocati Maria Luisa
Brundu e Salvatore Angelo Miscali. Sodexo era assistita dagli avvocati Maurizio Boifava e Antonio Maria Lei. Elior è stata assistita dall’avvocato Riccardo Anania. Il Consiglio di Stato ha compensato tra le parti le spese del doppio grado di giudizio.

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