Il pane “re” di Ozieri per 2 giorni

Presentato a Sassari il progetto “Cibus loci”: il 15 e il 16 convegno, mostra itinerante e laboratori

OZIERI. Ha ragione Maria Amelia Lai, presidente di Promocamera, a dire che «il pane è il cibo per eccellenza». Ed è importante preservarne la tradizione considerato che, come ha spiegato il segretario generale della Camera di commercio di Sassari Pietro Esposito, «il pane ha tutta la dignità anche economica per avere centralità nel nostro territorio». Centralità nei progetti e negli obiettivi che l’ente punta a raggiungere. Come ad esempio la certificazione della filiera del “pane fine”, un percorso lungo che una volta terminato rappresenterà una garanzia per il consumatore.

Ieri mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di “Cibus loci”, il progetto cofinanziato da Camera di commercio del nord Sardegna e Fondazione di Sardegna che vuole sensibilizzare i consumatori e i visitatori del nord Sardegna sul valore della tradizione alimentare con riferimento anche alla ricaduta economica che deriva dal consumo consapevole dei prodotti locali. Due giornate sono in programma a Ozieri il 15 e il 16 dicembre: un convegno-evento intitolato “Dal campo alla tavola. Grano e pani di Sardegna” nel polo museale del convento delle Clarisse dove troverà spazio questo largo dibattito con focus sui principali paesi del Nord Sardegna caratterizzati da tradizioni riconosciute nella produzione di pani tipici, e la presenza di testimoni ed esperti che porteranno il contributo a partire dalla conoscenza della materia prima (grano sardo di filiera) per passare all’informazione sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche del grano e delle successive lavorazioni del pane. Ci sarà anche spazio per la prima rete “etica” della filiera del grano e la presentazione di un caso aziendale, quello di Sonia Galleu (amministratore del Molinu Galleu), di valorizzazione di una delle fasi produttive legate ai pani tradizionali. Infine, sempre all’interno della due giorni, verrà allestita e inaugurata nel convento delle Clarisse la mostra itinerante sui pani tradizionali del Nord Sardegna.

«Ozieri è già città del pane – ha ricordato il sindaco Marco Murgia – e per questo siamo ancor più lieti di ospitare questo evento nella nostra città». Murgia punta a un obiettivo ambizioso: «Percorrere una strada che dovrebbe portare il nostro “pane fine”, e per favore non chiamatelo spianata, alla certificazione». Alla presentazione della due giorni anche Simonetta Bazzu, vicepresidente dell’associazione “La cucina delle matriarche”, che ha sottolineato l’importanza di «riportare nelle case le panificazioni di un tempo e a tavola le antiche ricette». Un’associazione che ha fatto uno studio sui grani della Sardegna e che all’interno di questo progetto sarà impegnata in alcuni laboratori, alcuni destinati agli studenti, tra cui quello sul pane nuragico. «Negli anni abbiamo perso
anche la manualità – ha aggiunto l’assessora Ilenia Satta – con conseguente perdita di importanti valori che appartengono alla nostra tradizione. Questo progetto ci darà l’opportunità di far comprendere che economia, sostenibilità, ambiente e salute devono e possono andare di pari passo».

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