Asa, lo scontro diventa politico

Consorzio industriale, il segretario del Pd Cordedda chiede che la società in house non venga soppressa

SASSARI. Diventa politico lo scontro dentro il consorzio industriale legato alla “stabilizzazione” dei 38 dipendenti della società in house Asa, che sarebbe assorbita dal Cips. Progetto che il presidente Pasquale Taula vorrebbe portare a casa entro l’inizio del 2019 e che ha già causato uno strappo durissimo all’interno del cda, con due rappresentanti della Provincia che hanno minacciato di dare le dimissioni, e l’insurrezione dei sindacati. Ora in campo scende anche il segretario provinciale del Pd Giampiero Cordedda, che, in accordo con le tesi delle organizzazioni sindacali, chiede che la soppressione della società Asa venga bloccata perché «mette fortemente a rischio il futuro occupazionale dei 38 dipendenti». Un’operazione che, secondo Cordedda, suscita più di un dubbio e «sulla cui efficacia ci sarebbe molto da discutere. C’è da aggiungere – prosegue il segretario del Pd – che all’origine di queste scelte ci sarebbero difficoltà gestionali confermate dal deficit del conto economico del Consorzio che a fine del 2017 ammontava a circa un milione e 300 mila euro». «Ma è anche sull’aspetto politico di questa vicenda che vogliamo ci si soffermi con attenzione – aggiunge Cordedda – . Per questo motivo sollecitiamo un intervento da parte dei soci del Consorzio: sino ad allora si blocchi qualsiasi tentativo di dismissione o soppressione di rami di azienda. Stiamo parlando – conclude il segretario provinciale del Pd – infatti di una società che ha delle finalità pubbliche e le scelte devono essere assunte dunque con il loro pieno consenso, anche e soprattutto quando si tratta di tutelare e garantire i diritti dei lavoratori».

Sul progetto di Taula resta durissima la posizione dei sindacati: «Il presidente parla di “stabilizzazione” dei 38 dipendenti della società in house (Asa) pur sapendo che tutti hanno un contratto a tempo indeterminato da più di 10 anni». Così i segretari di Filctem-Cgil Gianfranco Murtinu, di Femca-Cisl Luca Velluto e di Uiltec-Uil Giovanni Tavera replicano al presidente del Consorzio industriale.

I rappresentanti sindacali ricordano anche che la metà dei dipendenti di Asa erano dipendenti dell’Eni (depuratore industriale di Porto Torres) e che l’azienda, al momento, non manifesta alcun problema economico ne finanziario e potrebbe «continuare a esercitare le proprie funzioni fino al 2030 come da statuto».

Murtinu, Velluto e Tavera sottolineano inoltre che la selezione “interna” per il passaggio da Asa a Cips annunciata dal presidente, nell’incontro con le Rsu e i lavoratori aveva parlato di selezione pubblica. Un’impostazione, si chiedono i tre dirigenti sindacali, che potrebbe essere dovuta «più alla volontà di aprire la parte a nuove assunzioni in periodo di elezioni, che a salvaguardare le risorse oggi impiegate in Asa». Per questa ragione Filctem, Femca e Uiltec chiedono a chi ha la responsabilità politica del Consorzio, ai componenti del Consiglio di amministrazioni
(la prossima riunione è fissata per il 21), ai sindaci di Sassari, Alghero e Porto Torres, al commissario straordinario della Provincia di Sassari di «sincerarsi della reale situazione prima avallare la destabilizzazione di Asa srl e mettere a rischio la condizione dei 38 lavoratori ».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO: DAL WEB ALLE LIBRERIE

Come vendere un libro su Amazon e da Feltrinelli