I pani artistici dell’isola in mostra nell’ex convento

Nel suggestivo museo delle Clarisse inaugurata l’esposizione “Mundus panis” Gavino Sini (Camera di commercio): il pane fine può essere una bella scommessa

OZIERI. La filiera del grano come racconto di un territorio. È stato questo il leit motiv del convegno “Dal campo alla tavola: grano e pani di Sardegna”, svoltosi ieri a Ozieri e promosso dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna nell’ambito di “Cibus Loci”, progetto cofinanziato con la Fondazione di Sardegna che prende spunto dal bando 2018 dello Sviluppo Locale, e creato in collaborazione con l’associazione La cucina delle Matriarche. Nella splendida cornice del museo Alle Clarisse hanno trovato spazio i racconti del grano e delle sue storie, come quella dei pani della Sardegna – con focus sui principali paesi del nord Sardegna caratterizzati da tradizioni riconosciute nella produzione di pani tipici – e con la presenza di testimoni ed esperti che hanno coinvolto, ieri mattina, un’appassionata platea, che ha potuto apprendere tante utili informazioni sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche del grano e sulle diverse lavorazioni del pane. L’evento si è aperto con i saluti del sindaco Marco Murgia, dichiaratosi orgoglioso della qualità dei prodotti del suo territorio, e della presidente di Promocamera Maria Amelia Lai, anche lei ozierese, che ha tenuto a sottolineare l’importanza «di eventi come questo che danno valore alla filiera e all’opera di un gran numero di persone che tengono vive le tradizioni di un alimento fondamentale come il pane».

Nel successivo dibattito condotto da Lucia Giovanelli, docente della facoltà di Economia e del Turismo di Olbia, si sono succeduti gli interventi di Maria Antonietta Mazzone sui pani del Monte Acuto, di Angelo Morittu sulle qualità del grano bianco di Bonorva e del giornalista enogastronomo Giovanni Fancello che ha raccontato la storia del cibo sacro per eccellenza. «Dalle macine dei nuragici ai quindici pani del Egizi, passando ai 72 del mondo classico, fino ad arrivare ad oggi c'è stata una grande evoluzione, dal pane per le feste, per i bambini o per i vecchi. La storia si racconta anche attraverso il pane» ha detto Fancello.

Ma non sono tutte storie a lieto fine, come ha sottolineato Marco Dettori di Agris citando il drastico calo delle superfici coltivate a grano nell’isola: dai 97mila ettari del 2002 ai 20mila del 2018. Un dato su cui riflettere anche per chi fa impresa puntando alla qualità tra panificazione e tradizione, come, tra gli altri, Sonia Galleu ed Efisio Rosso. E sullo sviluppo della filiera in sintonia con il mantenimento delle tradizioni si sono incentrate le conclusioni, affidate al presidente della Camera di Commercio Gavino Sini che ha sottolineato la necessità di «costruire un futuro che consolidi le sue radici nel passato» auspicando l’incremento della produzione dello storico “pane fine”, la spianata, di Ozieri. Il convegno è stato il preludio all’inaugurazione della mostra “Mundus panis. Storie di pani di Sardegna”, che sarà visitabile per
tutto il periodo delle festività negli orari di apertura del museo e che propone un percorso sulla storia e i territori di provenienza dei pani esposti e laboratori di panificazione e lavorazione artistico-artigianale di pani tipici legati al vissuto quotidiano ed a momenti e ricorrenze.

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