Funerale fascista, verso il processo

Ventitré attivisti di CasaPound “salutarono” il professor Giampiero Todini alzando il braccio destro

SASSARI. Quel saluto fascista, «in schieramento e con ordini militari», fatto davanti alla bara del professor Giampiero Todini (docente di Storia del diritto italiano all’Università di Sassari), nel giorno del suo funerale, è stato considerato dalla Procura della Repubblica «manifestazione usuale al disciolto partito fascista». E quindi un reato. Del quale oggi sono chiamati a rispondere 23 attivisti del sodalizio “Casapound Italia”, identificati dalla Digos, guidata dalla dirigente Cristina Rapetti, nei giorni successivi alla commemorazione. A tutti è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con la contestazione del reato previsto dall’articolo 5 della Legge Scelba che punisce “chiunque con parole, gesti o in qualunque altro modo compie pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista”.

E quel 2 settembre, nel sagrato della chiesa di San Giuseppe, per i pubblici ministeri Gianni Caria e Paolo Piras che hanno seguito in prima persona l’inchiesta, gli indagati avrebbero tenuto una serie di comportamenti che la legge può punire – nel caso specifico previsto all’articolo 5 – con la pena della reclusione fino a tre anni. Oltre al saluto, infatti, «coprirono la bara con la bandiera della Repubblica di Salò, filmarono la manifestazione diffondendola successivamente sul web». In questo modo, secondo la Procura, avrebbero «compiuto pubblicamente in zona e ora di traffico e passaggio di persone e mezzi, manifestazioni idonee a provocare adesioni e consensi e a concorrere alla diffusione sull’intero territorio nazionale e all’estero di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste».

La contestazione è scritta nero su bianco nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato a Andrea Farris (32 anni) di Sassari, Luigi Umberto Todini (43 anni, figlio del professore defunto), Fabio Corrias (di 38, residente a Paulilatino), Ugo Roberto Pasella (di 29, sassarese), Luca Torturu (42 anni, di Alghero), Manlio Mesina (di 39, sassarese), Daniele Josuè Ventura (28 anni, di Usini), Mauro Fadda Mereu (32, di Sassari), Raimondo Braina (38, di Ozieri), Giovanni Cuguttu (31), Mario Nigra (56), Salvatore Vacca (36), Emanuele Salvatore Picconi (di 43), Roberto Carta (di 26), tutti sassaresi. E ancora Davide Sotgiu (21 anni, di Alghero), Giovanni Pietro Vargiu (42, di Uri), Alessandro Venturi (35, algherese), Antonio Salvatore Marinelli (di 42, di Alghero), Stefano Uzzau (di 40), Carmelo Emanuele Sola (47), Antonio Bonomo (34), Kevin Regis (28) tutti sassaresi e Diana Maria Agus (54 anni, residente a Oristano).

Il video del saluto fascista aveva suscitato un grande clamore mediatico anche a livello nazionale. Lo aveva diffuso lo stesso Todini (figlio del defunto) ed era stato rilanciato su Facebook dalla consigliera comunale del centrosinistra di Sassari, Lalla Careddu. Le immagini ritraevano i “camerati” schierati mentre davano l’ultimo saluto al professore, alzando il braccio destro e rispondendo con il grido “Presente” al richiamo “Camerata Giampiero Todini”. Da allora erano partite denunce ed esposti da parte di diversi esponenti del mondo
politico. «Ero certo – le uniche parole di Luigi Todini dopo la bufera mediatica – che sarebbe stata aperta un’inchiesta, dopo il clamore che la vicenda ha avuto a livello nazionale. Ma ho fiducia nella magistratura. Aspetto, sereno e convinto come sono di non avere commesso alcun reato».

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