Morghen a giudizio per abuso d’ufficio

Il sindaco di Sorso e altre 4 persone, tra amministratori e funzionari, a processo per le graduatorie del servizio civico

SORSO. Il gup del tribunale di Sassari Michele Contini ha rinviato a giudizio per abuso d’ufficio il sindaco di Sorso, Giuseppe Morghen, e altre quattro persone tra amministratori e funzionari comunali finiti al centro di un’inchiesta sulle presunte graduatorie pilotate del servizio civico comunale. Ieri mattina il gup ha accolto la richiesta del pm Angelo Beccu, già presentata lo scorso anno dal sostituto procuratore Cristina Carunchio, che nel 2016 aveva dato il via alle indagini sul delicato caso. La Procura si era mossa in seguito a un esposto presentato dal consigliere comunale di Sorso, Michele Cossu, che aveva fatto emergere presunte irregolarità nella formulazione della graduatoria per l’erogazione dei sussidi, in cambio di lavori di pubblica utilità, alle cosiddette povertà estreme. Secondo gli inquirenti il sindaco, l’ex assessore alle Politiche sociali, Angelo Agostino Spanu, l’ex dirigente Pietro Nurra, e gli ex responsabili dei servizi sociali, Bonaria Mameli e Walter Enzo Marchetiello (all’epoca era anche segretario comunale), avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale favorendo, tra il 2013 e il 2016, pochi utenti dei servizi sociali evitando loro la turnazione prevista dalle norme e creando di conseguenza una spesa extra a carico delle casse comunali. Durante le scorse udienze preliminari il sindaco aveva fornito davanti al giudice una giustificazione su come venivano utilizzati i fondi del servizio civico, spiegando che lo strumento destinato alle estreme povertà contava non soltanto sui fondi regionali ma veniva finanziato anche dalle casse comunali. Giuseppe Morghen aveva inoltre spiegato che il contributo veniva accordato a tutti i nominativi che presentavano richiesta. Durante la discussione del caso davanti al gup tutti gli imputati avevano richiesto tramite i loro avvocati – Nicola Lucchi, Daria Annunziato, Umberto Carboni, Sergio Porcu e Gabriele Satta – e con diverse tesi il non luogo a procedere. Richieste evidentemente non accolte dal gup, che ha invece accolto la linea del pm e decretato di celebrare il processo. «Sono sempre convinto che gli uffici comunali hanno fatto quello era giusto, operando correttamente – commenta il sindaco Morghen –. Quello che non capisco è come mai in una competenza esclusivamente gestionale, venga coinvolta anche la parte politica. Non riesco a capirlo perché non abbiamo nessuna potestà. Tra l’altro non conoscevo neanche le persone che sono state chiamate nel periodo in cui avevo l’interim della delega
alle Politiche sociali». Inoltre il sindaco precisa che «la guardia di finanza ha quantificato la spesa extra in 35.360 euro e non i 100mila euro di cui si sente parlare». Tutte circostanze e numeri che ora verranno setacciati nel corso del processo, che inizierà il 29 maggio 2019.

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