Basilica, il degrado avanza servono interventi urgenti

Nuovo appello del parroco don Tanca: «Mancano le risorse, bisogna fare presto» Tutta l’area del complesso monumentale di San Gavino merita maggior rispetto

PORTO TORRES. Stanno aumentando le criticità sia all’interno sia nella parte esterna della basilica di San Gavino e sono necessari interventi urgenti di manutenzioni straordinarie per preservare uno dei simboli più importanti della città.

«La situazione è decisamente peggiorata – dice il parroco don Mario Tanca – visto che dopo le ultime piogge ci sono state altre infiltrazioni: oltre a quella relativa all’architrave della porta di ingresso infatti (che l’amministrazione comunale conosce bene) ci sono tutti gli altri problemi di manutenzione che abbiamo evidenziato da tempo». La chiesa romanica non ha problemi di stabilità, come appurato dai tecnici, ma vive una situazione strutturale molto complicata anche nella navata centrale e vicino al plesbitero. Ed è interessata da importanti problemi di erosione, alveolizzazione e attacchi biologici, che stanno provocando la disgregazione degli elementi lapidei. Problemi che lo stesso parroco aveva comunque descritto mesi fa in una lettera indirizzata all’arcivescovo monsignor Gian Franco Saba e al direttore dell’Ufficio beni culturali monsignor Giancarlo Zichi. E per conoscenza anche alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari e al direttore dell’ ufficio tecnico del Comune. Da allora a oggi, però, nessun atto concreto per finanziare lavori sulla Basilica è stato prodotto dalle istituzioni. «C’è poi quelle specie di bruttura rappresentato dalle transenne che racchiudono la parte iniziale del muraglione crollato – aggiunge don Tanca –, e per rimetterlo a posto non è stato speso neanche un centesimo, destinando altrove tutte le risorse». Una criticità che dà fastidio e rabbia, perché il muro rappresenta ancora un pericolo per gli automobilisti e i pedoni. Sul muraglione che circonda il patio di San Gavino era andata a sbattere un’auto e l’assicurazione del veicolo dovrebbe risarcire il danno causato al Comune, così da provvedere quanto prima al ripristino della parte crollata. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale si è confrontata con la Curia e ha provato a inserire la richiesta di finanziamento per il restauro della Basilica all'interno dei progetti di Rete metropolitana approvati la scorsa settimana. «La condizione indispensabile – dice l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Deruds –, trattandosi di fondi Por-Fesr, era che la stessa Curia cofinanziasse il programma
di restauro e messa in sicurezza partecipando alle spese con un investimento pari alla metà dei costi previsti per l'intervento: trattandosi di cifre ingenti non è stato più possibile, purtroppo, percorrere questa strada per pianificare la ristrutturazione del monumento religioso».

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