Bulzi onora Francesco Cubeddu

Oggi verrà scoperta una targa dedicata al grande cantadore morto nel 2017

BULZI. E’ stato senza dubbio uno dei più importanti ed apprezzati esponenti del canto sardo a chitarra, considerato da molti il miglior cantadore di tutti i tempi. Ed ora Bulzi vuole onorare la memoria di Francesco Cubeddu, illustre figlio di questa comunità, ad un anno dalla sua scomparsa avvenuta nel mese di ottobre del 2017, proprio nel suo paese natio, all’età di 93 anni.

Il Comune di Bulzi scoprirà questo pomeriggio, alle 17 nei portici del Palazzo comunale, una targa marmorea alla sua memoria. Figlio di Giovanni Cubeddu e Maria Latte, entrambi bulzesi ma di origini nulvesi la seconda, Francesco già da piccolo scopre presto di essere dotato di una bella e melodiosa voce che libera spesso nelle campagne solitarie del paese o cantando delle belle serenate per conto di qualche amico o conoscente. Oltre alla voce possiede anche un orecchio straordinario che gli consente di apprendere con facilità ed immagazzinare le varie cantate ascoltate nelle gare, a Bulzi e nei dintorni, riuscendo così ad impadronirsi di tecniche e moduli esecutivi dei più rinomati cantadores dell’epoca.

Francesco esordisce sul palco all'età di 20 anni a Perfugas, in una gara dove partecipavano Luigino Cossu, Mario Scanu e Antonio Desole, accompagnati alla chitarra da Adolfo Merella. Ma il vero esordio viene considerato quello del giorno dopo a Nulvi dove ottiene un grande successo oltre che la sua prima retribuzione. Nel 1947 partecipò, vincendolo, al tradizionale “Concorso per cantanti sardi” inserito nel Festival Sassarese in occasione del Ferragosto. Si contese la vittoria fra oltre 30 concorrenti e con i più grandi dell’epoca, come Antonio Dessole, Pietro Porqueddu e Giovanni Cuccuru.

La sua fama lo portò spesso oltre Tirreno, più volte a Roma (la prima volta nella capitale vestì un abito tradizionale che ottenne in prestito da una famiglia di Nulvi), a Milano, a Genova e a Napoli dove si recò spesso per incidere i suoi dischi. Francesco Cubeddu è stato un cantadore pressoché perfetto. Viene considerato inoltre, insieme ad Adolfo Merella, il creatore del canto in Fa diesis. Restano indimenticabili le disfide canore con il suo compaesano Leonardo Cabitza e con il suo quasi compaesano Giuseppe Puxeddu, di Sedini, altri due miti del canto sardo. La commemorazione prevede anche, alle 17,30
nel centro sociale del paese, la conferenza sulla vita artistica del cantadore curata da Rinaldo Piana e a seguire i contributi di di Emanuele Bazzoni, Daniele Giallara e Antonio Porcu accompagnati alla chitarra da Pietro Nieddu e da Rolando Piana.

Mauro Tedde



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