Medaglie d’oro per i vini prodotti a Martis e Laerru

MARTIS. Se il vino è la poesia della terra - come sostiene qualcuno - un grande vino è un’opera d’arte in evoluzione, mai definitivamente fissata. È quello che sta accadendo in Anglona, una regione...

MARTIS. Se il vino è la poesia della terra - come sostiene qualcuno - un grande vino è un’opera d’arte in evoluzione, mai definitivamente fissata.

È quello che sta accadendo in Anglona, una regione sarda che mai era entrata come in questi anni nella ristretta cerchia dei territori particolarmente vocati per la produzione di grandi vini.

Da qualche anno però questo territorio sta dicendo decisamente la sua in questo speciale e difficile settore, grazie ad alcune sorprendenti produzioni che si sono affacciate con piglio deciso sul panorama vinicolo sardo.

Due importanti riconoscimenti sono arrivati nei giorni scorsi a due cantine anglonesi, la Cantina Binzamanna di Martis e le Tenute Rossini di Laerru che si sono aggiudicate entrambe la medaglia d’oro al settimo concorso nazionale Binu 2018, rassegna vinicola promossa dalle Camere di Commercio della Sardegna che ogni anno si alternano nell’organizzazione dell’evento.

Quest’anno è toccato a Nuoro organizzare il concorso e la giuria ha assegnato ai vini premiati le medaglie di bronzo, argento e oro.

L’azienda vitivinicola Binzamanna di Martis ha conquistato l’oro con il suo vino Isola dei Nuraghi cagnulari dolce “Dall'orlo violaceo”. Un vino da dessert rosso, di intensità straordinaria e irripetibile, ottenuto quasi casualmente da uve vendemmiate in ritardo. «Sapevamo di aver conquistato un riconoscimento per il nostro vino – hanno commentato i titolari dell’azienda Sara Spanu e Walter Deledda – ma non sapevamo di che entità. E con grande soddisfazione abbiamo scoperto che era la medaglia d’oro».

Altro oro meritatissimo quello vinto dal cannonau “Rolù 2016” delle Tenute Rossini di Laerru.

Si tratta di un vino dal colore rubino intenso con riflessi tendenti al granato e dal profumo ricco e complesso, speziato
e fruttato con sentori di more e lamponi maturi in confettura, tabacco, cuoio e sottobosco, pieno e morbido al palato con tannini vellutati e bene armonizzati.

Grande soddisfazione anche per Massimo e Dora, titolari dell’azienda laerrese.

Mauro Tedde



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