Troppi freni a Sassari città metropolitana

L'intervento del sindaco Nicola Sanna: «Abbiamo dimostrato di saperci comportare come un’area coesa ottenendo 286 milioni. Cambiare la legge mortificando il nord ovest sarebbe un errore siamo pronti a mobilitarci»

Chi ha paura della città metropolitana di Sassari? A questa domanda dovrebbero rispondere non solo gli attuali consiglieri regionali ma anche i prossimi candidati allo stesso ruolo. La domanda richiede anche una risposta urgente, infatti all'ordine dei lavori del consiglio regionale della Sardegna del prossimo 9 gennaio 2019 è stata posta in discussione la proposta di legge per l'istituzione della nuova Provincia del Nord-Est della Sardegna.

La rete metropolitana del Nord Sardegna con la deliberazione del 30 ottobre ha sostenuto a ragione che sulla base della legge regionale n.2 del 2016, al nostro territorio è stata negata la piena legittimità di poter assumere la status di rango costituzionale di Città Metropolitana come per Cagliari, già capoluogo di Regione.

Alla “Rete Metropolitana”, la legge regionale garantisce l'equiparazione alla Città Metropolitana, ai soli fini perequativi rispetto alla assegnazione di risorse statali o europee che potrebbero avvantaggiare il capo di sotto rispetto a quello di sopra.

Il territorio del Nord Sardegna ha già argomentato, a suo tempo, che assegnare la qualifica di Città Metropolitana ad un solo agglomerato urbano, avrebbe significato di fatto attribuire ad un unico territorio nuove opportunità di sviluppo, negandole ad altri.

Eppure nella nostra area settentrionale dell'Isola, ci sono funzioni di eccellenza quali l'Università, la sanità, la giustizia, gli apparati industriali ed agro-industriali, il turismo, i parchi nazionali, il sistema dei trasporti aerei e marittimi i quali, nell'insieme rappresentano altrettanto efficacemente e adeguatamente tutte le potenzialità tipiche delle aree urbane metropolitane.

Nei giorni scorsi, con la firma dell'accordo per lo sviluppo locale territoriale da 286 milioni di euro, abbiamo dimostrato come i sindaci del nord-ovest hanno già saputo comportarsi come una vera e propria città metropolitana.

Sottolineo infatti che, a parità di strumenti di programmazione dello sviluppo locale statali, europei e regionali, noi abbiamo ottenuto finanziamenti in misura superiore rispetto all'area di Cagliari, alla quale sono stati assegnati complessivamente 225 milioni di euro.

Forse che l'aver ottenuto questo risultato può mettere paura? Non lo penso perché la regione deve pensare a ridurre i divari esistenti tra le diverse aree, non ad accentuarle.

Quindi se si modifica la L.R. 2/2016 per far posto alla provincia del Nord-Est, si devono rivedere anche gli altri assetti territoriali provinciali e, per quanto ci riguarda, occorre riparare al torto inflitto all'area sassarese con la mancata istituzione della Città Metropolitana di Sassari, riaffermando con forza la necessità che debbano essere costituite due Città Metropolitane nella nostra Isola.

Occorre rispondere positivamente ai Comuni che fanno parte del territorio della Rete Metropolitana del Nord Sardegna, lo debbono fare innanzitutto gli attuali consiglieri regionali rappresentanti del Nord-Ovest, i quali devono creare una intesa tale con tutti gli altri territori dell'Isola per fare una riforma della legge 2 che sia correttiva ma anche organica per l'intera Regione.

Non si può trattare un tema così importante a neanche 60 giorni dalla apertura delle urne per il rinnovo del consiglio regionale.

Il nostro territorio non è disponibile a subire un provvedimento che rischia di mortificare, non solo la nostra area del Sassarese ma, l'intero Nord della

Sardegna.

Per il 9 gennaio siamo dunque chiamati tutti alla mobilitazione del Nord-Ovest per presidiare il Consiglio Regionale, affinché approvi una legge che sia davvero utile per tutti i sardi di tutti i territori e non per uno solo.

* sindaco di Sassari

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