L’Ats chiude il centro per i prelievi di Osilo

Aperto nel 2004 serviva dieci comuni. Il sindaco: servizio essenziale, combatteremo per riaverlo

OSILO. «A far data dal 22 dicembre, l’attività del centro prelievi verrà sospesa». E’ la laconica comunicazione trasmessa dall’Ats, poco prima di Natale, al Comune di Osilo e agli altri dieci comuni interessati.

Il motivo della chiusura risiede nell’applicazione di quanto disposto da una deliberazione della giunta regionale in merito ai requisiti funzionali dei centri, del personale impiegato, delle modalità di trasporto dei campioni e di restituzione dei risultati. Al momento, dunque, non ha dato gli esiti sperati la battaglia portata avanti negli ultimi mesi dalle amministrazioni comunali degli undici centri interessati, seppure l’intento sia quello di non mollare la presa.

La direzione dell’Area socio-sanitaria di Sassari, dopo gli incontri con i sindaci, ha trasmesso una lettera alla Regione con cui viene richiesta la sospensione degli effetti della delibera della giunta. E il sindaco di Osilo Giovanni Ligios prende una posizione precisa sul tema. «Porteremo il problema all’attenzione della conferenza di servizi del Plus – dice – per una battaglia comune. Metteremo in campo tutto quanto è nelle nostre possibilità per restituire al paese, già entro il mese di gennaio, un servizio che è essenziale per la popolazione». Al momento, comunque, per quanto riguarda i pazienti non autosufficienti, sono possibili i prelievi a domicilio, previa impegnativa del medico di medicina generale da consegnare al Pua.

Il Centro prelievi di Osilo, ospitato da sempre nei locali che furono del vecchio palazzo comunale, in piazza della Repubblica, era stato istituito nel 2004. E nel corso degli anni, il servizio ha rappresentato un importantissimo presidio sanitario, dando risposte alle esigenze di centinaia di utenti. Ora, di tutto questo, al momento, non resta più niente, se non il rammarico per la perdita di un servizio che
andava nella direzione tanto auspicata della “sanità nel territorio”, e i disagi che gli anziani dovranno affrontare. Resta anche la determinazione dell’amministrazione comunale, che ha piena consapevolezza di quei disagi, e che intende trovare una soluzione.

Mario Bonu

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