Sorso, sigilli della Procura al ristorante Pinhao

Interdetti i locali di proprietà del Comune di Sorso sulla litoranea per Platamona

SORSO. I sigilli della Procura al lido di Sorso. Nei giorni scorsi il Corpo forestale, su disposizione del gip di Sassari Giancosimo Mura e su richiesta dal sostituto procuratore Mario Leo, ha interdetto i locali del ristorante Pinhao. Le indagini degli ispettori forestali erano partite lo scorso mese di aprile durante un pattugliamento lungo la fascia costiera. Ad attirare l’attenzione degli inquirenti è stata la pergola bioclimatica adiacente alla struttura principale.

L’inchiesta. L’operazione è scattata pochi giorni prima di Natale, quando la Forestale si è presentata nella struttura di proprietà comunale di fronte al campeggio Li Nibari, lungo la strada litoranea di Platamona. Gli agenti della stazione di Sassari, guidati dal comandante Leonardo Panzali, hanno sigillato l’area ed effettuato una serie di rilievi fotografici. Le indagini erano già partite nei mesi scorsi: rilievi e misurazioni che sono finite all’interno di un fascicolo aperto in Procura che conterrebbe già i nomi dei primi indagati.

Il sopralluogo. La struttura era già finita nella bufera già lo scorso mese di aprile, quando i tecnici del Comune avevano effettuato un sopralluogo proprio in seguito all’avvio delle indagini del Corpo forestale. Dopo i rilievi era stata redatta una relazione tecnica che ha fotografato la situazione delle opere. In particolare, i tecnici avevano rilevato difformità nella struttura esterna, una pergola bioclimatica che ospita il grosso dei posti a sedere nel locale, rispetto alle autorizzazioni presentate in Comune nel 2016.

La cessione. La ricostruzione del lido di Sorso era arrivata nel 2017 dopo la devastazione delle strutture a causa di due attentati incendiari. A farsi carico della nuova struttura era stata la Sardegna Holidays che, in virtù del contratto di locazione del campeggio Li Nibari sottoscritto col Comune nel 2014, aveva in dote – e quindi in custodia – anche la struttura balneare. Nel mese di luglio del 2017 la società aveva poi ceduto il ramo d’azienda del lido alla D.S. Srls dell’imprenditore Antonello Zappino in cambio di un canone di 22mila ero da corrispondere direttamente nelle casse del Comune. A quel punto era nato il Pinhao, una churrascaria made in Sardinia a due passi dal mare.

In affitto. Il 6 marzo 2018 era arrivato il nuovo passaggio di mano: Zappino è ritornato davanti al notaio per siglare l’affitto del ramo d’azienda con la ditta Atos Gestioni Srl di Roma (legale rappresentante Mario Scarabello). Un contratto che prevede la gestione da parte della ditta romana fino al 31 dicembre 2029, con qualche opzione per rivedere i patti a seconda della durata della concessione demaniale.

La negoziazione. Nei mesi scorsi i legali dell’imprenditore sorsense hanno proposto al Comune una negoziazione assistita, per raggiungere un accordo amichevole. Le consultazioni tra gli avvocati del Comune e della D.S. Srls sono ancora aperte. Il tentativo è quello di superare l’opposizione che il segretario generale

dell’ente, Giancarlo Carta, aveva notificato il 23 agosto 2017. Un diniego contestato. Tant’è che il ristorante è rimasto aperto senza problemi di sorta fino a pochi mesi fa. Una situazione complicata alla quale nei giorni scorsi si è aggiunto il sequestro preventivo disposto dall’Ag.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller