Sassari, Ex Secur: sarà in tenda anche il Capodanno

Gli addetti alla vigilanza ospedaliera continuano la protesta, tra febbri e malori. Anche l’arcivescovo Saba ha fatto visita ai lavoratori, già 5000 le firme raccolte

SASSARI. Al tredicesimo giorno di protesta i lavoratori ex Secur cominciano a sentire le conseguenze del freddo e dei disagi, ma non si piegano. C’è chi è dovuto restare a casa per un febbrone, chi a causa delle basse temperature e della forte umidità sopportate stoicamente giorno e notte ha avuto una paresi facciale. Eppure gli addetti della vigilanza ospedaliera non vogliono abbandonare piazza d’Italia sino a quando non avranno chiarezza sul loro futuro. Perché non accettano di essere stati esclusi dal nuovo appalto di portierato e si chiedono come mai la fortuna abbia privilegiato altri lavoratori al posto loro, nonostante la clausola di salvaguardia prevista in seguito al cambio di gestione di un servizio, consenta il riassorbimento del personale che operava precedentemente.

La loro vertenza, grazie al clamore che ha suscitato l’essersi accampati nel salotto cittadino per rivendicare il diritto al posto d lavoro, ha conquistato il cuore dei sassaresi. Non c’è giorno che alle tende e ai loro occupanti non si avvicinino decine di persone. C’è chi vuole stringergli la mano come segno di solidarietà, chi si ferma a lungo a chiacchierare, chi porta un dono e sono spesso dolci, tanti dolci («finirà che ingrasseremo», scherzava una lavoratrice) che la città sta offrendo a questi uomini e donne coraggiosi che lottano per la dignità loro e della loro famiglie. Solidarietà messa nero su bianco: sono già cinquemila le firme raccolte a sostegno della loro protesta.

Ieri mattina, a portare conforto ai manifestanti che si apprestano a trascorrere all’addiaccio anche il Capodanno, è arrivato anche l’arcivescovo Gian Franco Saba. Abbigliamento informale, ma con la gran croce vescovile che spiccava sul maglione scuro, il capo della diocesi ha avuto parole di sostegno e vicinanza e i lavoratori l’hanno ringraziato per questo nuovo atto di partecipazione alla loro battaglia, dopo che il giorno di Natale li aveva accolti con le famiglie in Duomo alla messa solenne.

In serata, invece, è stato il lottatore e campione sassarese Claudio Bortolu a firmare la petizione in piazza mentre su Facebook anche il direttore della Coldiretti Sardegna, Luca Saba, attraverso un video, ha espresso il proprio appoggio agli ex Secur.

«Siamo riconoscenti a quanti ci stanno aiutando con la loro presenza e attraverso la raccolta firme», dice Stefano Maiore, uno dei leader della protesta. «La gente ci sta vicino, ci è stato regalato anche un tendone per riparare le tende dalla pioggia».

Però l’aiuto concreto per ritornare al lavoro non può arrivare dai singoli cittadini. «Abbiamo grande fiducia nell’approvazione della risoluzione che la seconda commissione consiliare regionale Lavoro dovrà approvare perché sia possibile il nostro reimpiego – aggiunge Maiore –. È da questa estate che aspettiamo una risposta. Siamo stati sostituiti da altri nel cambio di appalto, e non è contro di loro la nostra vertenza. Rivendichiamo però il diritto ad avere anche noi un lavoro e confidiamo in una soluzione urgente. I nostri familiari
non possono aspettare oltre. Tra l’altro stanno sorgendo difficoltà burocratiche per l’ottenimento della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione, da parte dell’Inps. Se non potessimo contare nemmeno sugli ammortizzatori sociali, in attesa di una soluzione, sarebbe un disastro».

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