La protesta continua 

I lavoratori Secur non mollano e aspettano ancora una soluzione

SASSARI. Passano i giorni e le tende degli ex lavoratori Secur sono sempre lì, in piazza d’Italia. Soluzioni al momento non se ne sono ancora trovate e si attende la conclusione della lunga pausa...

SASSARI. Passano i giorni e le tende degli ex lavoratori Secur sono sempre lì, in piazza d’Italia. Soluzioni al momento non se ne sono ancora trovate e si attende la conclusione della lunga pausa delle festività natalizie per avere un segnale dalla Regione che sul maxi appalto per il portierato dei presidi ospedalieri si può ancora intervenire.

«Abbiamo presentato al sindaco, come ci era stato richiesto nell’incontro avvenuto alla vigilia di Natale alla presenza dei dirigenti di Aou e Ats, gli elenchi con i nominativi dei lavoratori in forze al Gruppo Secur prima del cambio di appalto – spiega Stefano Maiore, uno dei cinquanta che manifestano–. Elenchi che serviranno per confrontare quanti siano stati realmente assorbiti tra di noi dalla nuova gestione della vigilanza ospedaliera e verificare se sia stata quindi rispettata la clausola di salvaguardia che dovrebbe intervenire ogni qualvolta subentra un altro soggetto imprenditoriale».

I vigilanti e gli addetti al portierato conoscono bene i nuovi volti di lavoratori entrati in servizio al loro posto, ma evidentemente servono numeri, al di là di nomi e cognomi. Su questo avrebbe dovuto vigilare la Regione, dicono i lavoratori, e invece non è stato così. Si è accettato, rilevano gli ex lavoratori del Gruppo Secur, quanto l’Ati subentrata ha presentato, senza scendere nei dettagli.

«Tra l’altro, i nuovi assunti non hanno i contratti di categoria – è sempre Maiore che parla – e quindi stanno lavorando in condizioni economiche meno vantaggiose e con meno tutele. Probabilmente anche perché la paga oraria prevista è inferiore, per il lotto d’appalto che riguarda Sassari, agli altri lotti banditi a livello regionale. E anche su questo avremmo da ridire».

I lavoratori che protestano
per riottenere il posto di lavoro da cui sono stati esclusi, intanto, continuano ad ottenere la solidarietà della gente, la raccolta firme ha abbondantemente superato le cinquemila adesioni e qualcosa di positivo dovrà accadere perché possano lasciare il piccolo accampamento in piazza.

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