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Sassarese tra croci e delizie, la lunga crisi si combatte in Rete

Disoccupazione, età avanzata, stagionalità i mali di un territorio che prova a rialzarsi unito

SASSARI. Dati di disoccupazione più alti della già preoccupante media regionale, per nulla scalfiti da un esercito di piccole e piccolissime imprese che faticano ad affrontare il mercato. Un’età media in crescita. Un’estrema vulnerabilità sociale, con un crescente numero di famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. Un elevato grado di stagionalità della produzione e della fruizione turistica. E ancora difficoltà di integrazione fra la costa e il territorio interno, anche a causa delle precarie condizioni della rete viaria secondaria. Trend di movimentazione merci in calo al polo portuale di Porto Torres e perdurante e vistoso calo di passeggeri all’aeroporto di Alghero.

L’elenco. È un lungo elenco quello della criticità del Sassarese, che ben dipingono la crisi profonda di un territorio che fatica a trovare una decisa vocazione dopo il crollo dell’industria e la fuga dei “servizi”. E, in attesa di scoprire la ricetta giusta, vede vacillare le sue poche e malandate certezze, su tutte porto, aeroporto, sanità. Ma altrettanto lungo è l’elenco delle incredibili potenzialità di un insieme di luoghi vasto e ricchissimo, che con testardaggine e buona lena sta finalmente provando a ragionare come un’ “unica città”.

Il progetto. Il primo risultato è il poderoso progetto di sviluppo territoriale della Rete metropolitana, premiato con l’assegnazione di 77 milioni di fondi dalla Regione. Piano introdotto da una minuziosa analisi dell’area vasta sassarese, 1.104 kmq con poco più di 227mila abitanti, sette comuni con storie e dinamiche diverse, accomunate da piccole e grandi ricchezze da mettere a frutto.

Demografia. Sotto il profilo demografico dal 2015 si registra una perdita complessiva di circa 800 residenti, a causa di un rallentamento del flusso migratorio e di un saldo naturale costantemente negativo dal 2011 in poi. Gli indici mostrano un graduale invecchiamento della popolazione e una forte riduzione di residenti tra 10 e 39 anni. I residenti stranieri superano la media regionale, con un picco del 6% a Valledoria.

Istruzione. Sui livelli di istruzione gli individui in possesso di titolo di studio di livello universitario (il 13%) sono sensibilmente superiori alla media regionale (il 10%), il 28% hanno il diploma di scuola secondaria superiore, anche in questo caso un valore superiore alla media isolana.

Lavoro. Tra il 2007 e il 2017 si registrano una riduzione del numero di occupati superiore alla media regionale. Due dati su tutti: il perdurare degli effetti della crisi del settore industriale, dimezzato negli ultimi 15 anni e arrivato a occupare meno di 9,5mila unità. E la drastica riduzione del comparto delle costruzioni, con meno di 4mila addetti.

La vocazione. L’area si caratterizza per una tradizionale vocazione agricola con una marcata specializzazione nel comparto dell’olio e del vino, in particolare nei comuni di Alghero, Sorso e Sennori. In generale il settore ha risentito dell’abbandono delle campagne, del peggioramento della marginalità economica e, soprattutto, della mancanza di un ricambio generazionale adeguato.

Alla tradizione agricola si accompagna l’importanza del settore della pesca e dell’acquacoltura, il cui numero di operatori si attesta nel 2018 su 148 imprese attive, un quarto degli operatori regionali, con netta prevalenza della piccola pesca.

Turismo. Con un’incidenza superiore di due punti percentuali rispetto alla media regionale, tra i servizi spicca il peso delle attività più direttamente riconducibili al settore turistico, come quelle della ricettività e della ristorazione (circa l’11% delle imprese attive d’area). Nel 2017 sono 823 gli esercizi in attività negli otto comuni, suddivisi tra 98 esercizi alberghieri e 725 esercizi extralberghieri. Queste strutture garantiscono un’offerta complessivamente pari a quasi 31,5 mila posti letto, di cui circa il 51% in strutture alberghiere. I flussi ufficiali ammontano a oltre 2
milioni di presenze, circa il 14% sul totale regionale, con oltre 500 mila arrivi ufficiali e una permanenza media dei clienti, tendenzialmente decrescente, pari a circa 4,4 notti. Tra i servizi accessori il comparto della ristorazione si articola in oltre 700 attività e 2,6mila addetti.

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