Burgos, trecentomila euro per riaprire la strada 78

La Regione ha concesso nuove risorse per la messa in sicurezza del costone Il sindaco Aras: «Un bel passo avanti, ma servirà un milione e mezzo di euro»

BURGOS. In arrivo dalla Regione altri 300 mila euro per la messa in sicurezza delle aree circostanti il Castello di Burgos e dei versanti lungo la strada 101 e via Pio IX. I fondi si aggiungono ai 250 mila già in corso d’opera e a 300 mila euro necessari al completamento della progettazione.

«In totale – ha detto il primo cittadino di Burgos Salvatore Arras – servirà un milione e mezzo di euro ma già con questi speriamo almeno di poter riaprire quella strada».

La strada provinciale 101 si ricollega alla strada 78, importante arteria del territorio. La situazione del costone roccioso circostante il castello di Burgos è complessa: da circa cinque anni è vietato passare e circolare a piedi e in auto in quel tratto di strada.

La strada collega i paesi di Burgos, Esporlatu e Bottidda, e collega il flusso con l’arteria della 131. Il costone roccioso fu interessato da cedimenti strutturali interni ed esterni nelle muraglie lungo il versante sud ovest. La situazione crea disagio sia ai pendolari, costretti a fare un percorso più lungo a piedi per poter prendere il pullman, così come a visitatori che, una volta lasciati i pullman turistici, devono compiere un tratto di strada a piedi per raggiungere il paese.

Il problema si allarga però anche ai commercianti di via Roma e delle vie limitrofe. I finanziamenti ottenuti e in corso di ricezione serviranno a creare muri di sostegno per contenere la scarpata, continuare con le indagini necessarie con droni capaci di sezionare, roccia per roccia e punto per punto, il distaccamento e lo sbriciolamento del masso roccioso.

Diversi sono però gli elementi che complicano la situazione: la forte pendenza del costone e la tutela del paesaggio millenario che trova origine nel castello di Burgos, visitato ogni anno da migliaia di persone. «Il nostro territorio è già fortemente segnato dall’isolamento geografico e le nostre infrastrutture stradali non permettono un ulteriore slancio dell’economia – ha aggiunto Arras -. Per questi motivi è necessario continuare a lavorare in tal senso non solo
nei tavoli locali ma anche in quelli regionali. Il nostro borgo ha un storia millenaria conosciuta ovunque grazie ai regnati di Sardegna che vi vissero e tutto ciò non può essere sottovalutato ma, bensì, rilanciato sempre in meglio. E quella strada è un biglietto da visita importante».

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