A Esporlatu la violenza si combatte con la cultura

Le ricette dell’amministrazione per aiutare il paese a rialzarsi dopo gli attentati Il sindaco Franco Furriolu: «Siamo parte dello Stato e perciò non molleremo»

ESPORLATU. Esporlatu cerca di rialzarsi dopo i numerosi attentati degli ultimi tempi contro gli amministratori locali. L’ultimo risale al 10 dicembre: qualcuno ha cercato di dare alle fiamme il portone di casa del sindaco Franco Furriolu.

Nella notte di Capodanno invece sono state prese di mira le telecamere del sistema pubblico poste all’ingresso del paese: qualcuno ha sparato per danneggiarle. La parola d’ordine del sindaco Furriolu è una sola: resistere.

E così nel nuovo anno appena iniziato si pensa già ai progetti futuri: «Andiamo avanti ancora una volta – ha rimarcato Furriolu –, siamo parte dello Stato e perciò non molleremo. La nostra laboriosa comunità ha bisogno di nuovi stimoli e i nostri investimenti sulla cultura sono da sempre uno dei punti forza del nostro programma. Questa maggioranza ha messo al primo posto del suo programma amministrativo il settore culturale convinta che l’arretratezza sociale si combatta con l’insegnamento, la scuola e i buoni esempi. Diventa pertanto indispensabile confidare nelle nuove generazioni per invertire un trend che porta a una deriva che potrebbe rivelarsi irreversibile».

L’attenzione dell’amministrazione comunale si rivolge alla biblioteca comunale e ai servizi che offre. Conclusi i lavori di riadattamento dell’edificio che accoglie la biblioteca, sono stati riparati alcuni computer e sostituiti altri inutilizzabili. La gestione della biblioteca è stata affidata alla cooperativa “Giovanni Maria Angioy” di Bono fino al maggio 2020 che avvierà il proprio lavoro con la nuova catalogazione dei libri e procederà poi a definire la programmazione proposta. «Il lavoro – ha spiegato il sindaco – verterà soprattutto su bambini e ragazzi, senza tralasciare i genitori. Un laboratorio di lettura animata e altro ancora può servire a stimolare interesse, curiosità e piacere nello stare insieme e condividere gli stessi programmi».

Attivato anche il servizio civile nella piccola Esporlatu: quattro ragazzi inizieranno a marzo un percorso annuale con la cooperativa Giovanni Maria Angioy e con l’associazione culturale “Rundinedda” che nel suo programma ha come punti cardine la divulgazione della cultura e la promozione di eventi volti alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente e del territorio. Proseguiranno inoltre i corsi di lingua sarda iniziati lo scorso anno. «Purtroppo – ha aggiunto Furriolu – dobbiamo segnalare che vi sono ancora alcune persone legate a vecchie logiche difficili da estirpare. Siamo convinti che anche con questi esempi si possa contribuire a far intraprendere un percorso verso una migliore convivenza civile con relativa soddisfazione per tutti. Anche così si vorrebbe far risaltare l’immagine positiva del nostro paese che non merita di
essere infangata da alcuni balordi vigliacchi che vorrebbero imporre i loro modi arroganti ed incivili».

E accorato è l’appello del vice sindaco Gianni Canu, anch’egli colpito più volte da atti intimidatori: «Parlate con le famiglie. Cerchiamo tutti insieme il dialogo perduto».

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