Pazienti “parcheggiati” nei reparti di degenza

Potrebbero essere dimessi ma non possono rientrare a casa e neanche in Rsa Posti letto ipotecati e costi di ricovero prolungati per 200 euro giornalieri

SASSARI. Due letti, per un reparto come Lungodegenza, sono oro colato. Basti pensare che il reparto, con i suoi 26 posti disponibili, è l’approdo potenziale per gli oltre 700 pazienti dimessi dai reparti per acuti. Ecco perché, a fronte di una proporzione simile, ciò che accade spesso in Lungodegenza, ma talvolta anche in Geriatria, o in Clinica medica o nelle altre medicine, ha del paradossale.

In questo momento ci sono due anziani, che da un punto di vista clinico avrebbero tutte le carte in regola per essere dimessi e riarruolati alla vita, ma che sono costretti al ricovero forzato perché non hanno altra possibilità di assistenza. Così Lungodegenza diventa un parcheggio obbligato, ma in fondo anche una vera e propria casa, dove gli inquilini ricevono assistenza quotidiana ma con costi molto elevati di gestione da parte dell’Aou. E con due letti praticamente ipotecati da mesi al costo di 200 euro circa al giorno.

I pazienti non sono autosufficienti, non possono quindi tornare nella propria abitazione. Non hanno risorse economiche per permettersi una badante a tempo pieno, ed evidentemente nemmeno gli eventuali familiari possono farsi carico della gestione di una condizione così impegnativa. Tutto si risolverebbe con l’inserimento all’interno di una residenza sanitaria assistita, ma evidentemente nemmeno questa soluzione è percorribile. Primo perché i posti disponibili nelle rsa cittadine di Piandanna (San Nicola), e via Carlo Felice (Matida), sono sempre sold-out, e secondo perché quando se ne libera qualcuno, allora manca la disponibilità economica per occuparlo. I costi per un paziente ad alta intensità (fine vita) sono interamente coperti dall’Asl, ma quelli a media intensità (allettato ma non terminale) sono divisi a metà tra il pubblico e la famiglia. Facciamo due conti: le spese mensili si aggirano sui 4800 euro, 2400 li copre la Regione, altri 1000-1200 arrivano dalla pensione e invalidità del paziente, ma il resto è sulle spalle di figli e
parenti. Ecco perché ci sono vari pazienti in stallo nei reparti di post acuzia degli ospedali.

E quello che dovrebbe essere un semplice un pit-stop per rimettere a posto gli ingranaggi e poi ripartire con la propria vita, si trasforma invece in una sosta a tempo indeterminato.

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