Policlinico, il futuro in mano ai giudici

Domani l’udienza davanti al tribunale fallimentare per l’ammissione della casa di cura al concordato preventivo

SASSARI. Domani sarà un giorno decisivo per il Policlinico Sassarese. Si tiene l’udienza al tribunale fallimentare che rappresenta lo spartiacque nel futuro dell’ospedale privato: i giudici del collegio dovranno infatti decidere se ammettere o meno la proprietà al concordato preventivo. Nel primo caso poter accedere alla procedura concorsuale consentirà di poter davvero sperare nella salvaguardia e nel rilancio della struttura. L’eventualità di un rifiuto, astrattamente possibile, è un’ipotesi che invece nessuno vuole si avveri, perché segnerebbe uno stop alle prospettive di un salvataggio il meno doloroso possibile, soprattutto per i lavoratori.

I sindacati, intanto, vista l’impasse, hanno diffuso una nota nella quale annunciano per venerdì 11, alle 11,30, una riunione con la dirigenza della casa di cura per esaminare le modalità di accordo sugli ammortizzatori sociali a cui seguirà un’assemblea con il personale «nel corso della quale verranno decise ulteriori azioni di lotta per sollecitare la politica locale e regionale afinchè gli impegni presi possano tradursi con l’uscita dalla crisi gestionale». Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl il nodo resta l’ingresso certo di Habilita, la società che ha ribadito il suo interesse ad affittare e poi rilevare il Policlinico. Nel momento in cui la società bergamasca riceverà il via libera, è il succo, potrà investire e si potrà riprendere l’attività. Alle organizzazioni sindacali preoccupa «la tempistica attraverso la quale la struttura ospedaliera potrà riacquistare la piena operatività a salvaguardia non solo dei posti di lavoro, ma soprattutto a garanzia di un servizio prezioso rivolto all’utenza di tutto il territorio».

L’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, e il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ricordano le organizzazioni sindacali, si sono impegnati ad accompagnare e risolvere la crisi del Policlinico entro la fine della legislatura». Perché con un altro interlocutore a Cagliari, le cose potrebbero mettersi diversamente. Però il tempo passa e la struttura resta chiusa «con 200 lavoratori “messi in ferie” senza alcuna prospettiva e soprattutto senza conoscere quali scenari li aspettano».

Finora l’unica certezza è che solo per 140 dipendenti, quelli assunti con contratto a tempo indeterminato, è stato trovato il salvagente degli assegni di integrazione al reddito che verranno erogati dall’Inps, dopo l’accordo siglato tra proprietà del Policlinico, sindacati e Confindustria.

Una formula che consentirà ai lavoratori di percepire, a partire da questo mese, circa l’80 per cento dello stipendio per 26 settimane. Perciò l’urgenza di definire in tempi stretti «e non quelli disarmanti della burocrazia e della politica» tutta la vicenda.

L’udienza di giovedì davanti al tribunale fallimentare sarà quindi un momento più che rilevante nella lunga vertenza del Policlinico. Ma la partita giudiziaria non si chiuderà da un giorno all’altro. Nell’ipotesi favorevole di ammissione al concordato preventivo, occorrerà presentare ai creditori per l’approvazione la proposta di saldo del debito e il piano con cui attuarlo in un’adunanza e se il numero dei partecipanti non fosse sufficiente ci sarà un ulteriore margine di tempo di venti giorni di tempo perché tutti i creditori possano votare per dire la loro.

Insomma, non sono passaggi che si potranno compiere velocemente, perché così impone la legge.

Se
però il Policlinico non ricevesse il via libera dai giudici, teoricamente potrebbe anche richiedere un nuovo concordato preventivo. Ma a questo punto si dovrebbe far partire di nuovo l’orologio. E i duecento lavoratori non possono continuare a vivere nell’incertezza.



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